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Giacalone – LeAli alla Sicilia: “I macellai sociali”

Giacalone – LeAli alla Sicilia: “I macellai sociali”
8 settembre 2012


“Sento dire che non si dovrà fare macelleria sociale. Che al numero abnorme di dipendenti regionali si dovrà porre rimedio, ma senza che apra la carnezzeria. Vorrei osservare – ha detto Davide Giacalone, di LeAli alla Siciliache la macelleria c’è già stata, che i bilanci regionali, come quelli degli enti locali, sono già stati macellati, che brani di carne dei lavoratori sono già stati asportati, che i giovani sono già squartati, e che i macellai, riuniti nella colpevolissima trinità, si apprestano a vincere le elezioni e tornare ad affilare le lame, prendendo per sé i filetti migliori. Di questo sarà corresponsabile, come lo è per il passato, tutta intera la silente classe dirigente regionale, tutto intero un sistema dell’informazione che piagnucola sui guasti ma accudisce i guastatori”.

“E’ macelleria sociale assumere senza sapere far produrre, perché nutre i caproni e destina allo sgozzamento gli agnelli, compresi quelli ancora neanche nati. E’ macelleria accumulare, in questo modo, i debiti, perché significa mangiarsi la carne dei figli. E’ macelleria rifiutare di assumersi le responsabilità del passato (con Musumeci che capeggia i creatori di Lombardo, Crocetta che guida i suoi salvatori e reggitori, mentre Micciché non so più cosa faccia, ma è di Lombardo il più danzante partner), perché cancellando la memoria e la colpa si propizia l’irresponsabilità e la mannaia dello sperpero che continua. E’ macelleria illudere tante famiglie che si possa continuare a vivere a spese della collettività, ingannandole per potere avere i voti con i quali approfittare e godere assai più degli illusi”.
“Non è macelleria sociale, invece, proporre il linguaggio della verità: quei costi non possono essere mantenuti, mentre tagliarli nel profondo, esternalizzare la grande parte delle funzioni regionali, con le loro strutture, digitalizzare e rendere trasparente l’amministrazione, in modo da non combattere la corruzione cancellando i controlli, ma controllando l’amministrazione e condannando i corrotti, spostare i soldi dalla spesa corrente e improduttiva al pagamento di servizi resi dal mercato è la via maestra per far rinascere la Sicilia. Quanti vi dicono che questa sarebbe macelleria sociale – ha concluso Giacalone – sono esattamente i macellai”.

Davide Giacalone – LeAli alla Sicilia



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