Le Ali alla Sicilia: Gesip deve chiudere

Le Ali alla Sicilia: Gesip deve chiudere
14 settembre 2012

Gesip deve chiudere. Ogni altra possibilità è illusoria, vale a dire truffaldina. Il sindaco di Palermo preferirebbe una soluzione ponte, utile a portare i dipendenti verso il prepensionamento. E’ la classica dottrina, di pura scuola clientelare, di chi tenta di trasformare i propri fallimenti in costi a carico del contribuente. Dottrina che propizia la bancarotta, cui la Sicilia si avvia”, lo hanno detto Calogero Colletto e Davide Giacalone, di LeAli alla Sicilia.
“Gesip costava 50 milioni l’anno, ora ne costa 70. In dieci anni ha collezionato solo insuccessi, promesse, bugie e costi. Avrebbe dovuto chiudere prima, chiuda adesso. Tutte le persone sensate lo sanno, ma nessuno ha il coraggio di dirlo. Per noi, invece, è una questione di onestà intellettuale e politica. Perdere ancora tempo serve solo a sfregiare la città di Palermo e aumentare la dimensione del problema”.
“Non serve a nulla dire che i lavoratori, com’è ovvio, non hanno diretta responsabilità del disastro, mentre la loro personale sorte viene usata come ricatto da politici incapaci e vili. Quel che è certo – hanno concluso i due esponenti di LeAli – è che non si può e non si deve consentire di mettere Gesip sul conto di chi paga le tasse. Provvedano i responsabili, a cominciare dall’attuale sindaco e dal suo predecessore, provvedano quanti hanno preso in giro i cittadini e fabbricato precariato, a tassarsi per risarcire le vittime della loro condotta”.

Gesip deve chiudere



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