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Incendio e piogge: attenzione al pericolo frana

Incendio e piogge: attenzione al pericolo frana
1 ottobre 2012

L’arrivo della pioggia, dopo giorni caratterizzati da incendi di grande vastità, può non rappresentare una buona notizia.

Sono previste, sul territorio cefaludese, precipitazioni per il resto della serata di oggi e per la giornata di domani.

La connessione tra incendi boschivi e frane è nota da tempo e, purtroppo, negli ultimi anni, ha rappresentato un pericolo di grossa entità (uno dei casi più recenti è quello di Castellammare di Stabia, paese colpito dagli incendi del 18 e 19 agosto 2012 e interessato da frane dopo le piogge del 13 settembre 2012).

Il rischio idrogeologico è indicato come uno degli effetti più probabili di incendi di grosse dimensioni che colpiscono aree boschive.

Questo quanto si legge sul sito della Protezione Civile:

“La copertura vegetale, e in particolare quella forestale, ha una funzione protettiva idrogeologica molto importante in quanto contribuisce a:

  • conservare la stabilità dei versanti montani,
  • regolare il deflusso delle acque,
  • limitare l’erosione superficiale e il dissesto idrogeologico,
  • salvaguardare i suoli,
  • contenere i pericoli per le opere antropiche.

 Esiste dunque una interazione abbastanza importante tra incendi boschivi e dissesto idrogeologico; la combustione della copertura vegetale induce infatti vari effetti diretti sui processi idrologici e geomorfologici. Uno dei principali consiste nella perdita dello strato organico di lettiera che protegge il suolo dalle varie cause di erosione, la quale, insieme al riscaldamento degli strati superficiali, determina mutamenti dei caratteri chimico-fisici del suolo. In particolare in alcuni suoli dopo il passaggio del fuoco si può originare uno strato idrofobo caratterizzato da una scarsa capacità di attrazione dell’acqua, al di sopra del quale si forma uno strato permeabile che viene facilmente dilavato ed eroso dalle prime piogge.

 La perdita di substrato per rapida combustione e la conseguente asportazione dovuta al dilavamento accentuato da condizioni climatiche e di giacitura favorevoli, aumenta la vulnerabilità del suolo all’erosione. Questo processo in generale risulta tanto più pronunciato quanto maggiori sono l’intensità dell’incendio, la pendenza del suolo e più abbondanti le precipitazioni.
 
Nel caso di incendi particolarmente intensi, e soprattutto ripetuti nel tempo, le conseguenze sotto il profilo idrogeologico possono essere catastrofiche a causa delle mutate capacità di regimazione idrica da parte del suolo. Senza l’azione regimante della vegetazione, le precipitazioni concorrono quasi completamente allo scorrimento superficiale. Il corso dell’acqua superficiale diventa più rapido aumentando il trasporto delle particelle di terreno, l’erosione e la frequenza delle piene e determinando l’instabilità dei suoli e delle coperture detritiche. Si sottolinea inoltre come il passaggio del fuoco su substrati rocciosi possa determinare fratture della roccia, instabilità delle formazioni e crolli”.
Speriamo, ovviamente, che questo non sia il caso di Cefalù e delle Madonie. Occorre, però, prestare la massima attenzione.


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