Le Ali alla Sicilia: soldi buttati

Le Ali alla Sicilia: soldi buttati
1 ottobre 2012

“Quando scrivemmo che l’Irfis sarebbe stata chiamata a intervenire in Windjet, quando chiedemmo che chi si presenta alle elezioni renda pubblico il proprio parere, ci snobbarono e (come al solito), a mezza voce, ci fecero sapere che eravamo degli ingenui e non sarebbe successo. E’ vero, siamo degli ingenui, l’abbiamo ampiamente dimostrato. Ma sta succedendo. Saranno soldi buttati, usati non per salvare un’azienda, ma per salvare un fallito. Amico dei falliti”, questo quanto affermato oggi da LeAli alla Sicilia, che da ciò prende spunto per alcune considerazioni.
“Chi è favorevole a una cosa simile? Chi ci guadagna e chi si salva. In definitiva, poca gente e poca roba. Perché non suscita un moto generale di ribellione? Perché coloro che si sentono istruiti e smagati suppongono sia da illusi immaginare che il mondo cambi. Quelli che campano a ridosso della spesa pubblica, fra i quali non solo i troppi dipendenti, ma anche i molti imprenditori, prediligono l’omertà conservativa. La stampa non è libera né dagli interessi dei propri editori né dall’indifferenza dei propri operatori.

I poveri, i disperati, ancora elemosinano un briciolo cadente dalla torta che fu, sicché sono truppe al servizio dei propri affamatori. E gli altri? Gli altri non si espongono, non pensano sia il momento (non lo è mai), non credono sia immaginabile cambiare”.
“Ecco, è grazie a questo insieme di rassegnazioni e stupide furbizie che si prepara la bancarotta regionale, nel mentre la desertificazione produttiva avanza e i soldi si buttano nel vuoto”.



Commenti

Post nella stessa Categoria