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Lapunzina: “Nico Marino ha fatto appassionare di storia la gente comune”

Lapunzina: “Nico Marino ha fatto appassionare di storia la gente comune”
21 ottobre 2012

Cefalù Web pubblica il discorso tenuto dal Sindaco Lapunzina in occasione della seconda edizione degli studi in memoria di Nico Marino.

“Buona sera,

Permettetemi di porgere un saluto particolare alla vedova Marino, al figlio Gabriele e a tutti coloro, qui presenti, che hanno condiviso la stima e l’affetto per una figura vulcanica e per un uomo eccezionale quale fu Nico Marino.

Ricordare la figura dell’Amico Nico, a due anni dalla scomparsa, non è facile; come non lo è delineare in pochi tratti la figura di un uomo, di un amico, di un concittadino che è stato una figura delle più eclettiche, delle più appassionate, delle più amate che la nostra città abbia mai avuto.

Non è semplice inquadrare la figura di un uomo ricorrendo alle semplificazioni e alle schematizzazioni che spesso si usano fare.

Chi fu Nico Marino: Musicista? compositore? Autore di testi? Cabarettista? Uomo di cultura? Storico? Egli fu tutto questo insieme ma, più di ogni cosa, fu una persona autentica, un amico dell’intera città, che egli amo profondamente e che da essa fu profondamente riamato.

Il suo più grande pregio fu quello di saper declinare le sue autentiche passioni, nei confronti dello spettacolo e della cultura, vivendole in prima persona. Intendo dire che Nico non interpretava la parte dell’artista ma lo era in maniera autentica, non gli interessava apparire come grande uomo di cultura ma lo era pienamente.

Sono certo che non me ne vorrà la signora Marino se affermo che accanto all’amore per la propria famiglia, il secondo grande amore di Nico fu Cefalù.

Città  la cui immagine egli contribuì  a promuovere grazie all’attività artistica dell’indimenticabile gruppo dei Cavernicoli, di cui egli fu anima dal lontano 1967 sino a due mesi dalla scomparsa, con l’ultimo spettacolo del gruppo andato in scena il 5 agosto del 2010.

In questa sede mi piace ricordare anche un altro concittadino, anch’egli prematuramente scomparso, che condivise tutta la carriera artistica del gruppo del quale fu figura di spicco. Mi riferisco al compianto Pio Pollicino.

A questo punto un caloroso saluto intendo rivolgerlo a Leandro Parlavecchio e Gigi Nobile che hanno avuto il privilegio di aver condiviso  Con Nico e Pio un lungo tratto della loro carriera artistica e della loro esperienza umana. Anche a loro dico grazie per aver portato, nel mondo, oltre al nome di Cefalù un raro esempio di  elegante umorismo e sano divertimento.

Non voglio dilungarmi oltre perché credo che sia giusto lasciare spazio ai relatori che interverranno in questa prima giornata di studi.

Desidero soltanto ricordare che Nico fu un autentico studioso e uno storico appassionato della nostra storia, di quell’insieme di fatti, di avvenimenti, di circostanze che costituiscono l’essenza più autentica dell’identità cefaludese; di quella microstoria che si inserisce nell’ambito della grande storia contribuendo a completarne il mosaico.

Forse il merito più grande di Nico è stato proprio quello di aver fatto appassionare di storia la gente comune, di aver fatto avvicinare i cittadini di Cefalù alla passione per la riscoperta delle loro radici, elemento fondamentale  per alimentare il comune senso di appartenenza.

Questo è stato possibile grazie al metodo espositivo di Nico che parlando alle persone comuni, nella loro lingua  – il siciliano – e accompagnando il suo dire con aneddoti e curiosità, riusciva ad appassionare l’ascoltatore trasmettendogli la voglia di saperne di più, di gustare il racconto di vecchi  uomini e di antiche vicende,  di guardare con attenzione ciò che con occhi distratti ci si limita a ‘vedere’ fugacemente.

Per tutto ciò che Nico ha rappresentato per la comunità cefaludese e per ciò che egli ancora rappresenta per questa città, sento di esprimere, a nome di tutti, il mio grazie.

E’ desiderio della mia Amministrazione che il Nome di Nico Marino sia legato all’intestazione di una via e, per questo, chiederò alla Commissione per la toponomastica di individuare un luogo idoneo.

Questa decisione non è solo un modo di rendere omaggio a un uomo che ha consacrato gran parte della sua vita e dei suoi studi alla nostra città, ma è un modo per trasmetterne l’esempio alle future generazioni; perché soltanto studiando la storia della propria città la si può amare e rispettare, contribuendo a renderla ancora più culturalmente vivace, più accogliente, più bella”.



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