Sondaggio – Misure anti-dissesto: la città si divide ma prevalgono gli scontenti

Sondaggio – Misure anti-dissesto: la città si divide ma prevalgono gli scontenti
26 novembre 2012

Nei giorni passati Cefalù Web aveva lanciato un sondaggio relativo alle misure adottate dall’Amministrazione per prevenire il dissesto finanziario. Aumento Imu sulla seconda casa, aumento addizionale Irpef, vendita di parte dei beni del patrimonio immobiliare, tentativo di aumentare la capacità di riscossione dei crediti vantati dal Comune, richiesta ai creditori di spalmare su più anni l’ammontare del credito vantato nei confronti dell’Ente. Queste sono alcune delle misure del “Piano di rientro” che l’amministrazione sta portando avanti al fine di scongiurare il pericolo del commissariamento della Città.

E’ palese che, alcune delle scelte sopra elencate, possano risultare impopolari. Per “tastare il polso” della cittadinanza Cefalù Web ha posto il seguente quesito:

– Siete d’accordo con le misure adottate dall’Amministrazione per tentare di evitare il dissesto?

Tre erano le opzioni di risposta possibili:

1) Si, è l’unica via possibile per prevenire il dissesto

2) No, si poteva ricorrere ad altre soluzioni per evitare il dissesto

3) Non saprei

Presentiamo i risultati:

Il 49% dei votanti, la maggioranza, ha scelto l’opzione “No, si poteva ricorrere ad altre soluzioni per evitare il dissesto”, testimoniando la propria contrarietà alle scelte prese dall’Amministrazione comunale. Evidentemente il peso di una pressione fiscale costantemente crescente inizia a farsi sentire all’interno dei nuclei familiari cittadini.

Di parere contrario è risultato essere il 42% dei rispondenti che ha selezionato l’opzione “Si, è l’unica via possibile per prevenire il dissesto” . La consapevolezza della criticità della situazione in cui versano le casse comunali ha fatto propendere per una condivisione delle azioni portate avanti dall’Amministrazione, considerate le uniche possibili per tentare di porre rimedio ad una congiuntura negativa di difficile risoluzione.

Il 9% dei votanti ha optato per la risposta “Non saprei”, dimostrando di non aver maturato un’idea complessiva della vicenda, spesso descritta con eccessivi tecnicismi.

Il dato aggregato relativo a coloro che hanno preso una posizione precisa, il 91%, quasi perfettamente suddiviso tra chi condivide le misure adottate e chi le osta, testimonia il fatto che l’opinione pubblica della Città, ancora una volta, su un tema caldo, si “spacca” prendendo posizioni divergenti. 

 

Approfondimento metodologico

Perché i risultati del sondaggio non posso essere considerati rappresentativi, in modo assoluto, dell’opinione dei cefaludesi?

Nonostante, statisticamente, il numero dei rispondenti al sondaggio potrebbe essere considerato sufficiente al fine di estendere i risultati ottenuti all’universo di riferimento (tutti i cittadini di Cefalù), ci sono delle motivazioni metodologiche che non rendono possibile la generalizzazione dei risultati:

–          Per poter generalizzare i risultati è necessario costruire un campione casuale semplice (vale a dire che ogni membro della popolazione di riferimento deve essere scelto casualmente e avere le stesse possibilità di essere selezionato rispetto agli altri membri). In questo caso non è stato costruito un campione ma si è verificato il fenomeno dell’auto-selezione dei rispondenti.

–          La tecnica di rilevazione utilizzata (sondaggio su un sito web) incorre nella problematica del digital divide generazionale. Non tutte le fasce della popolazione hanno la stessa dimestichezza con il pc e con internet. Essendoci delle fasce che accedono in misura nettamente minore al web rispetto ad altre, ne consegue che il parere di quelle stesse fasce è presente in minima misura nei risultati del sondaggio.

 



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