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Continua la crisi degli albergatori: 70 licenziamenti con effetto immediato

Continua la crisi degli albergatori: 70 licenziamenti con effetto immediato
27 novembre 2012

Continua a Cefalù la lotta degli albergatori contro l’amministrazione comunale ed il governo centrale a causa dell’imposta Imu che è stata portata a valori massimi.
La crisi internazionale ha infatti causato, nell’ultimo anno, 21 mila presenze turistiche in meno. L’aumento sproporzionato dell’Imposta comunale potrebbe portare il settore turistico alberghiero cefaludese al collasso.

Continuando sulla strada intrapresa, sono state inviate 70 lettere di licenziamento. A rischio inoltre gli 800 lavoratori stagionali previsti per il 2013.
 “Non abbiamo avuto nessuna apertura da parte dell’amministrazione comunale chiediamo di essere capiti e se ciò non accadrà andremo avanti con la nostra protesta” sostiene Francesca Cacciola de Le Calette.

“Gli alberghi hanno promosso Cefalù sostenendone l’economia, l’immagine e la promozione con i propri indotti e investimenti, ma oggi non siamo più in grado di pagare le imposte che ci stanno mettendo in ginocchio” continua Arcangelo Scialabba de La Giara.

“Saremo costretti a dover scegliere se pagare i dipendenti o le tasse. Non è una protesta ma solo un fatto amaramente dovuto” sottolinea inoltre Rosanna De Gaetani del Costaverde.

Al cammino intrapreso degli albergatori si sono uniti inoltre i ristoratori, i quali hanno deciso di abbracciare la stessa causa.

“Dobbiamo amaramente constatare che a pagare i costi della crisi sono sempre i più deboli. Chiediamo agli albergatori di tornare indietro sulla decisione e di fare una battaglia per una diversa politica del turismo da parte dei Comuni e della Regione, a partire dall’abbattimento della tassazione, penalizzante per un comparto già in crisi per il calo delle presenze” dice Monica Genovese, segretaria generale della Filcams Cgil Sicilia.

“I Comuni  per fare cassa stanno imponendo un aumento della tassazione che ricade pesantemente sul settore turistico. Non è possibile che a pagare siano sempre gli stessi soggetti. Nell’Isola stimiamo circa 2 mila richieste di licenziamento nelle strutture alberghiere. Le parti sociali dovrebbero incontrarsi tempestivamente per addivenire a un’univoca strategia nel confronto con il nuovo governo regionale” sostiene il segretario regionale della Uiltucs, Pietro La Torre.

“A fronte della disponibilità più volte enunciata in questi giorni di dialogare con la categoria , mi dispiace apprendere di questa escalation che riguarda i lavoratori dipendenti, che verrebbero privati della occupazione. Credo che non sia un modo ragionevole di procedere perchè ho già spiegato che il Comune ha le mani legate e se non evitiamo il dissesto tutte  le aliquote andranno al massimo per cinque anni,con gravi ripercussioni per  il settore produttivo stesso, ma specialmente per le fasce deboli di questa città”. Queste infine le parole di Saro Lapunzina, attuale sindaco di Cefalù.



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