Sciolto per mafia il Consiglio comunale di Polizzi Generosa

Sciolto per mafia il Consiglio comunale di Polizzi Generosa
28 marzo 2013

Il Consiglio dei Ministri ha disposto lo scioglimento, in applicazione della normativa antimafia, del Consiglio Comunale di Polizzi Generosa, gioiello delle Madonie, il terzo negli ultimi polizzitre mesi, dopo Misilmeri e Isola delle Femmine. Un verdetto che giunge al termine di un iter iniziato lo scorso ottobre e che ha portato a un esito drammatico. Per la prima volta, nella storia del paese, gli organi elettivi vengono sciolti perché sono stati accertati concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti o indiretti degli organi elettivi con la criminalità organizzata.

Non avveniva un caso del genere nel territorio, da oltre dieci anni. L’ultimo caso era stato a Caltavuturo, nel 2001. La decisione del Governo ha come primo effetto il rinvio delle elezioni comunali che avrebbe dovuto svolgersi nel prossimo giugno. A guidare l’ente arriverà ora una commissione di 3 membri che resterà in carica per un periodo tra i 12 e i 18 mesi e che si sostituirà al disciolto consiglio comunale e al commissario regionale che attualmente esercita le funzioni di sindaco e giunta. La commissione annullerà automaticamente tutti gli incarichi dirigenziali, del revisore dei conti e tutte le consulenze affidate dall’amministrazione decaduta. Quando nello scorso ottobre partì l’inchiesta prefettizia per accertare infiltrazioni mafiose negli ultimi 5 anni si scatenò un vero terremoto politico. Dopo pochi giorni la giunta guidata dall’ex Sindaco Patrizio David rassegnò le dimissioni mentre il civico consesso fu interessato da numerosi abbandoni e subentri fino alla quasi integrale ricostituzione. Settimane di fuoco che, dopo il blitz degli ispettori, segnarono la fine di un biennio di forti attriti tra l’aula e l’esecutivo, i cui rapporti si erano sempre più deteriorati dal 2008 fino allo scorso autunno. Ora l’epilogo che lascia il paese sotto shock.

Tanti gli interrogativi di queste ore nella terra dove il boss Michele Greco possedeva un immenso fondo, la tenuta Vermbuncaudo, oggi restituita alla legalità mentre negli ultimi anni non sono mancati atti intimidatori a singoli o avvertimenti a ditte impegnate in lavori pubblici. Quello che ora si vuole capire è dove vanno ricercate le responsabilità di una situazione senza precedenti, un ente decapitato e destinato a una lacerante attesa prima di tornare al voto. La decisione dello scioglimento ha messo fine a un’attesa ormai lunga, iniziata lo scorso ottobre, ma al contempo ha dato inizio a una nuova stasi, quella che tra poche settimane dovrebbe permettere di capire in cosa e dove si è annidata la mafia. In Gazzetta Ufficiale, assieme al decreto di scioglimento, verrà pubblicata la relazione del Ministro dell’Interno con il reso conto delle anomalie riscontrate. Gli amministratori responsabili delle condotte che hanno dato causa allo scioglimento non potranno essere candidati al prossimo turno elettorale, sempre che la loro incandidabilità sia dichiarata con provvedimento definitivo.

Gli ormai ex vertici degli organi politici restano in attesa di conoscere le ragioni della decisione. Sia l’ex sindaco Patrizio David che il presidente del consiglio comunale Gandolfo Pantina non entrano nel merito della questione fin quando, con la pubblicazione della relazione, non saranno chiariti ruoli e responsabilità.

Roberto Quattrocchi



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