La giunta municipale di Totò Burrafato approva la realizzazione dell’acquario a Termini Imerese

La giunta municipale di Totò Burrafato approva la realizzazione dell’acquario a Termini Imerese
17 aprile 2014

Il 16 aprile 2014 la Giunta Municipale di Termini Imerese si è riunita per avviare l’iter procedurale per la realizzazione di un acquario in ambito portuale. Oltre al sindaco Salvatore Burrafato, erano presenti il vicesindaco Nicola Cascino, l’assessore alla Programmazione economica e politiche di bilancio Vincenzo Fasone, l’assessore alla Cultura Noemi Virzì e Vincenzo Mantia, Ingegnere gestionale padre del progetto in questione. I lavori della giunta municipale, visibili in streaming, sono partiti appunto dal progetto depositato il 21 marzo 2014 dall’ing. Mantia che, come più volte sottolineato dal sindaco Salvatore Burrafato, si coniuga perfettamente  con i programmi avviati dalla sua Amministrazione e con il Piano di riqualificazione infrastrutturale a servizio del termalismo. Burrafato ha precisato: «non sono per le iniziative qualunquiste e non si sta improvvisando nulla. Stiamo unicamente, rendendo reale uno studio di pre-fattibilità del 2011 commissionato a Costa s.p.a. che ha realizzato l’acquario di Genova.

acquarioPer garantire lo sviluppo economico del territorio nella prospettiva dello sviluppo turistico e per imporsi come meta turistica, la Città ha bisogno di lanciare forti segnali che la identifichino diversamente da come è stata sinora rappresentata nell’immaginario collettivo. Uno di questi segnali è stato identificato proprio nella realizzazione di un acquario che assolverebbe a specifiche prospettive: sviluppo economico territoriale per finalità educative, culturali e scientifiche.

Nel 2011 l’Autorità portuale di Palermo ha presentato formale istanza di finanziamento all’Assessorato Regionale alle Attività Produttive per la costruzione di un acquario di medie/grandi dimensioni e di alta qualità nel porto di Termini Imerese. Si creerebbe così un polo di attrazione capace di rilanciare il territorio in termini produttivi e occupazionali, ma sopratutto in termini commerciali indotti quali trasporti, servizi, alberghi, attività culturali e produttive. A ulteriore prova della sua veridicità, il progetto già figura nel programma triennale delle opere pubbliche 2012/2014 dell’Autorità portuale.

La potenzialità della struttura è rilevabile, per analogia, a esperienze di altre parti del mondo e lo sa bene la Costa Edutainment spa, società leader a livello europeo nel campo della realizzazione di studi di fattibilità per la costruzione di acquari, (tra questi l’Acquario di Genova e l’Acquario di Livorno). La società, già dal 2011, si dichiarava pronta a organizzare una cordata con investitori siciliani e accollarsi gli oneri di gestione.

Prima di passare all’approvazione, il sindaco Salvatore Burrafato ha dato la parola all’Ing. Vincenzo Mantia che ha esaustivamente illustrato i vari passaggi del suo lavoro, dalla sottoscrizione del “Si può fare” sino all’idea dell’acquario: più di tre anni dedicati al desiderio di vedere Termini Imerese finalmente rivolta alla sua naturale vocazione turistica, negata cinquanta anni fa con gli insediamenti industriali nella zona costiera. L’ “Acqua Arsella” dell’Ing. Vincenzo Mantia risponderà a criteri di risparmio energetico grazie a una copertura con fims fotovoltaici, finestrature al tetto per la ventilazione estiva, automatizzazione delle vasche e delle risorse energetiche. Si prevede una struttura organizzata su due piani per una superficie totale di circa 7000 mq. Il volume d’acqua complessivo previsto sarà di 3 milioni di litri, da ripartire in una vasca grande che rappresenterà il mediterraneo pelagico, vasche medie in cui verrà riprodotto il mediterraneo costiero e le scogliere coralline; sono previste, inoltre, vasche tattili per entrare in contatto fisico con gli organismi presenti e vasche tematiche per gli organismi di piccole dimensioni. La realizzazione dell’acquario è prevista in un tempo massimo di 18 mesi, durante i quali si investirebbe sul lavoro di circa 400 unità,  per la gestione verrebbero occupate circa 90 unità, inoltre, si stima una ricaduta economica sul territorio di circa 35 milioni di euro annui.

L’ “Acqua Arsella” sarà l’acquario della Sicilia dato che nel capoluogo siciliano non esistono gli spazi di cui dispone, invece, Termini Imerese. L’Ing. Mantia ha ancora una volta ribadito la disponibilità a donare il progetto sinora redatto e la giunta municipale si è impegnata a istituire un apposito capitolo di bilancio per sostenere le spese vive necessarie per la realizzazione delle ulteriori attività progettuali. Una scelta che deve garantire continuità al progetto nonostante l’esito delle prossime elezioni amministrative.

Sindaco, vicesindaco e assessori con convinzione, hanno votato a favore del progetto sottolineando come lo stesso si inserisca perfettamente nella prospettiva del Parco termale e dell’Interporto che, integrati dalla presenza dell’acquario, saranno un attrattore fortissimo e un volano per l’economia cittadina.

Sulla questione finanziaria è stato fondamentale l’intervento dell’assessore Vincenzo Fasone che ha delineato le modalità con le quali si può garantire la relativa copertura finanziaria. L’acquario si colloca nell’ambito delle risorse ottenute per la riqualificazione dell’area del Grand Hotel delle Terme, inoltre nell’Accordo di Programma sarà inserita una postilla riguardante l’ “Acqua Arsella”. L’assessore ricorda i vari atti con cui la Giunta comunale, in modo semplice e univoco, ha seguito la vocazione turistica della città. La stessa Amministrazione ha proposto la realizzazione di un Parco termale all’aperto nell’attuale Villa Aguglia, il rifacimento della Serpentina Paolo Balsamo, della zona dei laghetti, il porto turistico, l’interporto e il rilancio della zona industriale … alla luce di  questi fatti comprovati come si può pensare che sia un’idea pre elettorale? Questo sarà un indirizzo che andrà in eredità anche all’Amministrazione successiva. «I fraintendimenti esistono – sottolinea Vincenzo Fasone – laddove non esiste la logica del dono di cui, oggi, è esempio l’Ing. Mantia».



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