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Gli impianti idrici tornano al Comune di Termini Imerese

Gli impianti idrici tornano al Comune di Termini Imerese
12 maggio 2014

“Dopo anni di convinto impegno – ha dichiarato il sindaco Totò Burrafato subito dopo il deposito dell’ordinanza – contiamo un primo traguardo: finalmente un’ordinanza della corte di Appello di Palermo di fatto, avvia la restituzione del servizio idrico al Comune di Termini Imerese.

La scelta maldestra – ha precisato il sindaco – consumata in prossimità delle elezioni amministrative del giugno 2009 di affidare le reti idriche ai privati può e deve essere ribaltata completamente garantendo la gestione pubblica dell’acqua”.

La Corte di Appello di Palermo ha emesso nei giorni scorsi un’ordinanza che ha disposto la restituzione degli impianti, delle reti di distribuzione e dei beni funzionali alla gestione del servizio idrico fognario, al Comune di Termini Imerese e ai Comuni di Cinisi, Castronovo di Sicilia, Villafrati, Terrasini, Mezzojuso, Tappeto, Campofiorito, Vicari e Pollina.

I comuni avevano insieme, fatto ricorso contro la precedente ordinanza del gennaio 2014, con la quale il Tribunale di Palermo aveva ordinato ai Curatori Fallimentari di non restituire gli impianti e le reti idriche. Esisteva infatti un accordo tra la Regione, l’Ato idrico e l’Anci che obbligava l’Ato a riacquisire le reti idriche e fognarie, nonché gli impianti di depurazione fino ad allora gestiti da APS. In seguito però l’ATO ha pubblicato un avviso per individuare soggetti interessati alla gestione del servizio, da qui la decisione della Corte di Appello di restituire le reti e i beni funzionali alla gestione del servizio idrico e fognario ai Comuni. Tale decisione è dovuta sia al fatto che con la consegna all’Ato il servizio sarebbe rimasto senza alcuna gestione per un tempo indeterminato (fino all’assegnazione a un altro soggetto), sia perché in realtà i Comuni sono gli effettivi proprietari degli impianti e la Aps, che negli ultimi anni ha gestito il servizio, nel 2013 è stata dichiarata in fallimento. Pertanto, gli impianti e le reti idriche e fognarie devono essere restituite ai Comuni. In seguito gli stessi possono essere assegnati ad altri soggetti per la gestione.

È ormai storia che dal giugno 2009 “grazie” all’incauta mossa della precedente Amministrazione comunale il servizio idrico integrato di Termini Imerese era stato consegnato ad Acque Potabili Siciliane (APS). Una gestione privatistica che, non solo, non ha portato alcuna ottimizzazione nella gestione del servizio idrico, ma ha prodotto d’altro canto, un aumento inaudito delle tariffe per i cittadini. Da quando, inoltre con decreto 159/2013, è stato dichiarato il fallimento delle Acque Potabili Siciliane da parte del Tribunale di Palermo, i disagi per la comunità cittadina si sono ulteriormente aggravati. Da quel momento l’erogazione idrica è stata, a dir poco, discontinua ed oggi il sindaco di Termini Imerese Totò Burrafato, dopo aver chiesto il pronto ripristino della regolare erogazione idrica ed aver ottenuto degli interventi parziali a causa delle scarse risorse finanziarie di cui dispone l’Ato idrico di Palermo, ha deciso di dire basta e di intervenire direttamente salvo poi – a consuntivo – provvedere alle opportune compensazioni. “Abbiamo atteso responsabilmente adeguate assicurazioni che, certo non per colpa del Commissario straordinario della Provincia di Palermo, non hanno portato alla risoluzione definitiva delle criticità segnalate – ha precisato Burrafato. Conseguentemente, l’Amministrazione Comunale ha intrapreso questa iniziativa straordinaria e non più differibile a tutela della regolare erogazione idrica cittadina”.



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