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Milioni di euro destinati ai giovani fermi all’Ars

Milioni di euro destinati ai giovani fermi all’Ars
12 maggio 2014

Sarebbero 220 i milioni di euro, divisi in diversi bandi, destinati ai giovani e all’occupazione giovanile bloccati da mesi all’Assemblea Regionale Siciliana. Per la gran parte di tratterebbe di fondi comunitari, già stanziati dall’Unione Europea ma fermi ai box, non ancora resi disponibili dal governo regionale e che rischiano di essere ritirati. Forte la critica da parte dei consiglieri di opposizione all’assessorato della formazione, reo di aver determinato un così ampio ritardo nell’effettiva messa in opera dei progetti, tra i quali “Sicilia futuro”: fondi pari a 47 milioni di euro per l’ingresso di giovani ricercatori nel sistema universitario dell’isola, e sul quale è stata presentata un interrogazione formale all’assessorato.

Somme considerevoli dunque, totalmente finanziate dall’Unione, che dovrebbero solo essere spese in favore dei giovani siciliani, ma che ancora giacciono in seno all’Assessorato. Tutto fermo, insieme alla possibilità di tanti giovani di essere inseriti nel mondo della ricerca e nel mondo dell’impresa privata e delle istituzioni pubbliche, e alla possibilità di poter accedere alle borse di studio comunitarie.

Altri 178 milioni di euro destinati alla Sicilia dal progetto nazionale “Youth Guarantee”, destinati a diventare incentivi alla formazione e all’apertura di nuove imprese per ragazzi dai 15 ai 19 anni, sono bloccati perchè la Regione sarebbe in ritardo sul Piano attuativo. L’iter avrà bisogno di altro tempo poichè il Piano deve passare per la giunta regionale prima che si possa sottoscrivere l’accordo con il Ministero del Lavoro.

Lungaggini burocratiche e freni politici all’origine di questo insensato blocco dei fondi a favore dei giovani e dell’occupazione giovanile. E mentre la classe politica promette un sicuro passo in avanti nelle prossime settimane (e ricordando che siamo in periodo elettorale), sono proprio i nostri ragazzi a farne le spese, spesso costretti ad emigrare, al Nord Italia o addirittura all’estero, magari dopo anni di studi, per trovare un futuro degno di questo nome.



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