Valtellina WebTaormina WebBlogSicilia

Il Sindaco di Castelbuono Tumminello risponde sulla questione Eremo di Liccia

Il Sindaco di Castelbuono Tumminello risponde sulla questione Eremo di Liccia
15 maggio 2014

Riceviamo e pubblichiamo una lettera da parte del Sindaco di Castelbuono Tumminello. Essere accusato di mancanza di educazione civica e di mancanza  di trasparenza per non avere smentito una notizia “vera”, riportata in un recente articolo del giornale “Le Madonie”, mi sembra doppiamente offensivo, primo nei confronti della mia persona, che non ritengo priva di educazione civica, e poi nei confronti del ruolo che rivesto, che a mio modesto parere, merita rispetto.

Si, la notizia è vera, a seguito di una richiesta pervenuta in data 21 novembre 2013  da parte del Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana con la quale si chiedeva l’assegnazione di idonei locali di proprietà comunale ad uso gratuito per ospitare il Distaccamento Forestale di Castelbuono, necessità derivata da una politica di spending review dell’Assessorato Territorio e Ambiente, l’Amministrazione Comunale, esaminate le  possibili ipotesi di strutture utilizzabili, ha ritenuto di proporre l’utilizzo dei locali dell’Eremo di Liccia, al momento inutilizzati.

Nella lettera inviata al Corpo Forestale di Palermo si specificava, anche, che l’assegnazione dei locali dell’Eremo di Liccia sarebbe stata sottoposta all’attenzione dell’Ente Parco delle Madonie, che oggi ne detiene la gestione.

Tra le motivazioni che ci hanno spinto a detta decisione vi è senza dubbio la valutazione di non  volere rinunciare ad avere sul nostro territorio la presenza del personale del Corpo  Forestale di Castelbuono, che da anni opera per assicurare la valorizzazione e la salvaguardia del territorio, oltre che espletare  funzioni di pubblica sicurezza a tutela del territorio e della popolazione residente.

I locali dell’Eremo di Liccia, trovandosi nel cuore del Parco delle Madonie, sono apparsi immediatamente la sede più adatta per il distaccamento forestale locale, che ripetiamo ha tra le sue competenze la protezione dell’ambiente naturale, la sorveglianza, il controllo, la difesa e la valorizzazione del territorio forestale e montano, senza sottacere che il corpo forestale è la prima struttura operativa di riferimento per la prevenzione e la lotta agli incendi boschivi.  Si è ritenuto così di dare maggiore prestigio all’importante struttura, rendendola sede di una istituzione regionale. Il progetto non mi sembra così stupido come viene definito nell’articolo!

L’idea era ed è quella originaria, ovvero prevista nell’articolo 4 della convenzione sottoscritta tra il Comune di Castelbuono e l’Ente Parco delle Madonie in data 14.07.2000, che prevede espressamente: “…utilizzerà tali locali per il perseguimento di obiettivi insiti nelle finalità del Parco e mirate al sostegno, promozione, e sviluppo delle attività produttive e lavorative tradizionali, nonché alla valorizzazione e fruizione del territorio ed alle attività culturali e tradizionali, nonché per la ricerca scientifica”.

Pertanto una gestione in co-uso dell’Eremo di Liccia tra l’Ente Parco delle Madonie, il Comune di Castelbuono e il Distaccamento Forestale, che consentirebbe sia all’Ente Parco che al Comune di svolgervi  attività formative, di promozione, di divulgazione e sviluppo economico.

Ma davvero si può viceversa pensare che questa Amministrazione, prima di proporne l’utilizzo al Corpo Forestale, non avesse valutato le finalità di destinazione d’uso dell’immobile? O forse egregio direttore del periodico “Le Madonie”, la possiamo includere nel novero di coloro i quali ritenevano più idoneo utilizzare l’antichissimo edificio di grande valore storico, architettonico e ambientale per un’autonoma attività commerciale e/o ricettiva?

Attività svolta da parte di terzi e ritenuta, tra l’altro, dal TAR non conforme alla destinazione d’uso dell’immobile e non rientrante nei fini istituzionali dell’Ente Parco delle Madonie.

Mi chiedo coma mai non siano stati scritti articoli in merito, quando vi erano tutte le condizioni di un esercizio abusivo, e mi permetta,degradante della struttura Eremo di Liccia.

Non è stato  l’odio a far cessare le attività, ma la mancanza delle necessarie autorizzazioni amministrative, tranne che qualcuno non voglia sostenere che trattandosi di “ex” (Sindaci) non si debba andare in deroga alle regole!

 



Commenti

Post nella stessa Categoria