Amici a 4 zampe: patologie delle basse vie urinarie nel cane e nel gatto

11 novembre 2017

L’infiammazione delle basse vie urinarie del cane e del gatto (FLUTD feline lower urinary tract desease), è un problema sempre più presente nei carnivori domestici.

Le cause vanno dall’alimentazione sbagliata, ai tossici ambientali, all’uso smodato di terapie antibiotiche. Tutto questo, a lungo andare provoca una degenerazione della flora batterica intestinale con accumulo di tossine che, una volta assorbite attraverso il circolo, arrivano ai reni e alla vescica con conseguente infiammazione delle basse vie urinarie.

Ancora le cause possono essere di tipo batterico o legate allo stress, come nella cistite idiopatica del gatto.

Una volta instauratesi le cause infiammatorie, si ha iperemia e sanguinamento della parete vescicale, distacco di coaguli, sui quali si conglomerano sali minerali dando così inizio alla formazione di calcoli o uroliti.

Crescita degli uroliti nella vescica

Tipico atteggiamento di un cane con stranguria

I sintomi sono quelli classici della cistite: inizialmente minzione difficoltosa (disuria), dolorosa (stranguria). Può essere presente sangue (ematuria); l’animale tende ad urinare frequentemente ed in piccole quantità (pollachiuria) e può farlo in luoghi poco adatti (periuria) per esempio anche per i gatti più “educati” è tipico urinare fuori dalla lettiera, per segnalare al proprietario la loro difficoltà. Infine soprattutto i maschi tendono a leccarsi insistentemente la zona genitale, in casi estremi fino a togliersi il pelo!

A questo punto si dovrebbe sottoporre il nostro amico a visita medica senza più aspettare, purtroppo nella realtà quello che succede è spesso diverso: dalle telefonate al veterinario con sommaria descrizione dei sintomi e pretesa di:

1) immediata ed diagnosi telefonica

2) assegnazione della più adatta terapia sempre telefonicamente

3) miracolosa remissione dei sintomi entro 24 ore!

All’applicazione di rimedi casalinghi, o terapie suggerite da amico che “lo ha letto su internet”, conoscente con zio cacciatore, vicino di casa, zio del cognato “che ha un amico allevatore e di animali se ne intende”. La verità è che quando il cane o il gatto cominciano a manifestare le prime difficoltà ad urinare, non si dovrebbe più aspettare. Infatti di solito, a questo punto, sono già presenti in vescica piccoli calcoli o renella (una sorta si sabbietta formata da aggregati minerali) che può ostruire l’uretra e bloccare la minzione.

Immagine ecografica della vescica di un gatto con un evidente calcolo visibile sul fondo della vescica in basso a sinistra.
Ambulatorio veterinario CefalùVet.

Quando questo avviene, i sintomi peggiorano, tanto da assumere l’aspetto di un disturbo comportamentale: l’animale apparirà aggressivo, emetterà frequenti vocalizzazioni, tenderà a rimanere immobile e -nei casi più avanzati- potrebbe presentare una dilatazione fissa delle pupille (midriasi). Tutto ciò perché la vescica molto dilatata, provoca una forte dolorabilità addominale.

Inoltre a causa della mancata eliminazione dell’urina si ha il riassorbimento nel circolo sanguigno di sostanze di scarto prodotte dai reni, ne consegue una autointossicazione, con stato stuporoso, perdita di coscienza, nei casi estremi coma e morte.

Ma come si può prevenire questa pericolosa situazione?

I gatti preferiscono bere acqua in movimento

Intanto dovrebbe essere tenuta sotto controllo l’alimentazione, riducendo la quantità di proteine, sodio e magnesio, cosa che, se non si somministra una alimentazione casalinga, è possibile solo affidandosi a mangimi di ottima qualità. Aumentare l’assunzione da parte dei nostri piccoli amici di acqua a basso contenuto di minerali (con residuo fisso inferiore a 50 mg/l). I cani, ma soprattutto i gatti (che per loro natura bevono poco), con l’avanzare dell’età tendono a farlo sempre meno; per ovviare a ciò si possono fornire delle fontanelle elettriche che, movimentando l’acqua, di solito li invogliano a bere. Si può, inoltre, preferire l’alimento umido a quello secco.

Al di là della non sempre facile prevenzione di questo problema, la soluzione più ragionevole è indubbiamente portare il nostro amico dal medico alla comparsa dei primi sintomi, in modo da evitare che la situazione arrivi alle estreme conseguenze. Il veterinario effettuerà una visita accurata; applicando un catetere uretrale per permettere l’eliminazione dell’urina se la minzione fosse impedita.

Ricorrerà se necessario ad un esame ecografico per verificare la presenza di calcoli o di renella in vescica, o ad un esame delle urine per stabilire di che tipo siano i calcoli, oltre che naturalmente ad un esame del sangue per accertarsi dello stato generale del paziente. Eventualmente suggerirà un cambio di dieta con alimenti nutraceutici.

Prescriverà dei farmaci acidificanti delle urine per favorire l’eliminazione dei calcoli già presenti; oppure -laddove tutto questo non bastasse- stabilirà la necessità o meno di un intervento chirurgico per asportare quelli che non possono essere espulsi. Infine, una volta normalizzatasi la situazione potrà suggerire dei prodotti anche fitoterapici (per esempio l’erba spaccapietre o Phyllanthus Niruri) da somministrare sulla lunga distanza per evitare il ripetersi del problema. Qualunque sia l’approccio terapeutico, l’attenzione nel cogliere i sintomi e la tempestività nel consultare un professionista, potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte del nostro piccolo amico.

Attenzione: questa rubrica ha carattere puramente divulgativo. Non può e non vuole in alcun modo sostituirsi alle visite ambulatoriali ne ai consigli del vostro veterinario di fiducia.

Dott.ssa Maria Concetta Cassata

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