Andiamo a prenderci il Mondiale!
Stringiamoci a corte!

Stringiamoci a corte!
13 novembre 2017

Nel 1847 un giovane ragazzo genovese, tal Goffredo Mameli, studente e fervente patriota con la passione per la poesia, mise su un testo che nei secoli, con la collaborazione di Michele Novaro, suo concittadino, musicista e compositore, diventò, anche se mai ufficialmente, l’inno nazionale italiano. Fratelli d’Italia, da allora, risuonò prima di ogni celebrazione, sacra e profana, con l’intento, ben riuscito, di stringere sotto un’unica bandiera i cuori dell’intera popolazione dello stivale. Una popolazione che, a dispetto dei tanti campanilismi, storici e moderni, suole unirsi più che mai ogni 4 anni dal 1934 a oggi. Perchè, Churchill insegna, “Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e le guerre come se fossero partite di calcio“, tanto è grande la passione verso quell’oggetto sferico in cuoio, capace di riempire i cuori di milioni di persone. Ebbene, con cadenza quadriennale, eccezion fatta per il 1958 (oltre agli anni della seconda guerra mondiale), le estati italiane sono state segnate dalle note di quella vecchia canzone, che stasera, più che mai, unirà 60 milioni di persone, in sostegno degli 11 che si giocano la qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. 20 partecipazioni su 21 manifestazioni possono lasciar pensare che si tratti di pura formalità, eppure, dopo il prevedibile secondo posto nel girone, alle spalle della Spagna, il match d’andata degli spareggi contro la Svezia, ha visto gli azzurri di mister Ventura soccombere per 1 a 0 in quel di Solna, punteggio complicato ma non impossibile da ribaltare. Ecco perchè Buffon (che stasera taglia il traguardo delle 175 presenze in azzurro, 79 da capitano) e compagni questa sera sono chiamati a gettare il cuore oltre l’ostacolo, a schiacciare i fantasmi di un’incredibile eliminazione e a staccare il biglietto per la Russia. San Siro sarà il meraviglioso teatro della disputa, che vedrà l’Italia scendere in campo con il collaudato, ma altrettanto discusso, 3-5-2, guidato fra i pali da capitan Buffon, con davanti a sè la BBC, composta da Barzagli, Bonucci e Chiellini. In mediana Florenzi, il deb Jorginho e Parolo, con Candreva e Darmian esterni e l’ex coppia under 21 Immobile-Gabbiadini di punta. Tensione, senso di responsabilità, positività di ribaltare il risultato. Sono state queste le parole chiave della conferenza della vigilia di Gianluigi Buffon. Nessuno ha mai disputato 6 mondiali, e staccare il biglietto per Russia 2018 sarebbe il completamento di una carriera unica e inimitabile per il numero uno azzurro. Il tramonto, per Gigi nazionale, si avvicina. Ma stasera è ancora troppo presto per dire basta. Questa sera ci sarà lui, ci saranno 11 gladiatori in maglia azzurra, ci saranno 60 milioni di voci a gridare per loro. E a cantare quei versi vecchi 170 anni. Che stasera, più che mai, uniranno tutti noi verso un sogno. Stringiamoci a corte, l’Italia chiamò. Forza, Azzurri!

Angelo Giordano



Commenti

Post nella stessa Categoria