Truffe agli automobilisti a Palermo, 5 distributori di carburante sequestrati

Truffe agli automobilisti a Palermo, 5 distributori di carburante sequestrati
12 gennaio 2018

I finanzieri del Gruppo e del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria della Guardia di Finanza di Palermo hanno arrestato nove persone (due in carcere e 7 ai domiciliari), sequestrato 5 distributori di carburanti del capoluogo e notificato 13 obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, 8 dei quali integrati dall’obbligo di dimora a Palermo, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Palermo.

 Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Palermo e hanno permesso alle Fiamme Gialle di denunciare all’Autorità Giudiziaria 43 soggetti, ritenuti essere in gran parte i membri di una associazione per delinquere dedita al trasferimento fraudolento di valori, alla frode in commercio, alla frode fiscale e alla commissione di altri reati. Contestualmente, i finanzieri del Gruppo e del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria hanno sequestrato 5 distributori stradali di carburante, tutti ubicati nel capoluogo.

Gli accertamenti hanno permesso di confermare l’esistenza di una associazione per delinquere che, attraverso la fittizia intestazione a compiacenti prestanome di una serie di distributori stradali di carburanti, ha realizzato una frode fiscale particolarmente consistente se si pensa che sono state emesse fatture per operazioni inesistenti per quasi 38 milioni di euro e, in conseguenza, è stato causato un danno allo Stato derivante dal mancato incasso di IVA per quasi 7 milioni di euro.

Inoltre, i finanzieri hanno verificato anche una evasione delle imposte (denominate “accise”) dovute su carburanti e lubrificanti per circa 2,5 milioni di euro, realizzata attraverso l’alterazione dei misuratori degli impianti di distribuzione, l’importazione illecita di olio lubrificante dall’Albania e la vendita di gasolio destinato al rifornimento delle navi (che è esente da accisa) come normale carburante per autotrazione. Le indagini hanno consentito di evidenziare l’interesse di “cosa nostra” nel settore economico.

 



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