Nutrizione e benessere: sensibilità e allergia al nichel

Nutrizione e benessere: sensibilità e allergia al nichel
13 febbraio 2018

Ricevo spesso pazienti che si dichiarano allergici al nichel e che desiderano seguire una dieta senza questo metallo. Ebbene, in queste due frasi iniziali ci sono almeno 2 correzioni da fare. La prima correzione riguarda la distinzione tra sensibilità e allergia al nichel. Nella sensibilità al nichel i pazienti (piccola porizione della popolazione) accusano dermatiti, arrossamenti, pruriti, proprio perchè il
nichel si trova in tutta la bigiotteria comunemente utilizzata come orologi, orecchini, collane, cinture o oggettistica che si trova a casa come quadri cornici, o ancora apparecchi ortodontici etc.

In questi casi la sensibilità al nichel andrebbe dimostrata con un test rapido chiamato patch test che applica sulla pelle l’ipotetico allergene (nichel) e attendere la risposta o dermatite da contatto. Questo test però non conferma l’allergia al nichel ovvero la presenza di anticorpi nel proprio sangue o altri disturbi ben più seri come gastrite, diarrea e/o vomito. E inoltre non tutti coloro che presentano dermatite da contatto sono anche allergici al nichel. Gli allergici per fortuna, costituiscono solo l’1% della popolazione ( se non di meno) e questi in genere presentano problemi di diverso genere che possono andare da una asintomica stanchezza, mal di testa, mancanza di appetito a disturbi ben più seri come gastrite, diarrea e/o vomito.

Purtroppo ad oggi non esiste nessuna analisi valida scientificamente che possa confermare l’allergia e l’unico modo per
dimostrare il disturbo è l’assunzione di una certa quantità di un composto al nichel da eseguire in struttura ospedaliera sotto stretta osservazione. L’aumento degli anticorpi o immunoglobuloine IgE e un aumento della percentuale di eosinofili suggerirà probabilmente ma non con certezza assoluta l’allergia al nichel. Solo in questi pazienti e solo attraverso questo test si può iniziare una dieta a basso contenuto di nichel e non senza nichel (qui la seconda correzione) perchè come vedremo tra poco il nichel si trova dapertutto
ed è per questo che viene definito contaminante ubiquitario.

Il nichel si trova in: aria, acqua, terra, nella produzione alimentare (nei macchinari utilizzati per generare il prodotto finale che il consumatore compra), si trova praticamente in tutti gli alimenti ma soprattutto nei vegetali perché l’acqua e il suolo sono ricchi
di nickel ( e un pomodoro di un certo territorio può avere più o meno nickel di un altro territorio), negli integratori alimentari di bassa qualità, nell’oggettistica comune ( anelli, orecchini, bigiotteria , cinture, apparecchi ortodontici ,quadri, cornici.,) in cosmetici, deodoranti, profumi, detersivi. Potete capire bene che sarebbe impensanbile intraprendere una dieta senza nickel. Semmai , si dovrebbe
parlare di dieta a basso contenuto di nickel.

Esistono protocolli alimentari che se seguiti per due, quattro settimane, sotto stretta osservazione di un professionista , offrono ottimi risultati. Dopo tali protocolli il paziente ritorna sensibile all’assunzione del nichel. Perchè solo per due quattro settimane e non per sempre? Perchè dovendo seguire una dieta a basso contenuto di nickel che escluda o riduca al minimo la quantità di questo metallo vuol dire privarsi o assumere davvero piccole porzioni di vegetali e frutta e questo si traduce, se seguito a vita, ad un aumento
dell’incidenza di tumori e malattie cardiovascolari.

Impara a mangiare
#amatestesso
Sebastiano Cefalù, PhD



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