Ars a ritmo lento, sono solo sei le leggi approvate: tutti i numeri del Parlamento lumaca

Ars a ritmo lento, sono solo sei le leggi approvate: tutti i numeri del Parlamento lumaca
7 giugno 2018

37 sedute in sei mesi di attività (una trentottesima prevista per martedì 12 giugno), sei sole leggi approvate con una media di una legge al mese compresa la legge di stabilità regionale (che è obbligatoria e inevitabile) con annesso bilancio di previsione.

Ma se l’Ars va alla velocità di un bradipo come anche molti deputati accanto al cui nome figura il segno zero (ddl proposti) come ad esempio accanto al nome del plurideputato Antonello Cracolici, altri, invece, viaggiano ad una media di quasi 5 disegni di legge al mese. Complessivamente, infatti, le proposte pendenti fra le commissioni o in attesa di calendarizzazione sono ben 247, quindi di cose da fare e di argomenti da trattare ce ne sarebbero davvero tanti.

Sono i dati relativi ai lavori dell’Ars. Il parlamento siciliano in sei mesi di attività (da metà dicembre fino a metà giugno senza contare novembre visto che questo Parlamento è stato eletto con le consultazioni del 5 novembre e si è insediato solo il 14 dicembre) si è riunito poco e in alcuni casi anche brevemente ad eccezione solo del mese di aprile costellato di sedute per giungere all’approvazione della finanziaria.

Lavora decisamente poco l’Assemblea regionale siciliana complice la scarsa voglia della maggioranza di Musumeci di portare provvedimenti in un’aula dove può contare su un numero risicato di voti, quando va bene. Ma complice anche l’eterna campagna elettorale che non sembra essere mai finita. Subito dopo le regionali si è entrati nel vivo della campagna per le politiche del 4 marzo il cui risultato ci è noto ed ha portato solo adesso alla formazione del governo Conte. E poi, a seguire, la campagna elettorale per le amministrative di domenica quando in Sicilia saranno 135 i comuni al voto e fra questi 5 capoluoghi di provincia importanti compresi anche Messina e Catania.

L’ultimo rinvio è stato dovuto proprio alle amministrative. Si tornerà a lavorare, infatti, solo martedì 12 giugno, dopo che le urne saranno chiuse e lo spoglio finito.

Eppure c’è tanto da fare all’Ars. Sono 247  i disegni di legge pendenti a aparte il fatto che si attende ancora di discutere il collegato alla Finanziaria che è rimasto ‘appeso’ per questi rinvii, e altre norme essenziali come la leggina per l’approvazione dei debiti fuori bilancio (44,5 milioni a cui la Regione deve far fronte pena interessi su interessi). Ci sono poi le proposte dei deputati che sono, invece, davvero tante.

Nella speciale classifica dei disegni di legge proposti dai deputati con 29 ddl presentati come primo firmatario, il palermitano Alessandro Aricò (capogruppo di DiventeràBellissima) risulta primo nella classifica provvisoria relativa ai primi sei mesi di lavoro.

Al secondo posto c’è Anthony Barbagallo (Pd) con 18, al terzo l’esponente del M5S Stefano Zito con 17. Seguono a pari merito Giorgio Assenza (DiventeràBellissima) e Giancarlo Cancelleri (M5S) entrambi con 13 ddl in qualità di primi firmatari.

Rispetto ai disegni di legge cofirmati, invece, la classifica è guidata dalla deputata Jose Marano del M5S (74 ddl), seguita dai colleghi di partito Antonino De Luca e Giorgio Pasqua (73).

Il numero zero campeggia accanto a molti nomi. Fisiologico per il presidente dell’Ars così come per il presidente della Regione e per i suoi assessori deputati (Cordaro, Falcone, Grasso, Lagalla ecc) i cui disegn i di legge non sono personali ma di iniziativa governativa, risulta tollerabile accanto ai nomi di giovani al primo mandato che devono ancora ‘prendere le misure’ al Parlamento e al lavoro che vi si svolge. Sorprende, invece, accanto ai nomi di alcuni deputati esperti, fra tutti certamente l’ex assessore regionale Antonello Cracolici che sugli scranni di sala d’Ercole siede da quattro legislature ed è, invece, prolifero di esperti interventi d’aula.

Dalla prossima settimana, però, il tempo d’elezioni è finito. La prossima tornata sarà quella europea nel 2019 nella quale, probabilmente, vedremo in corsa anche qualche assessore regionale. Ma da qui ad allora l’ars può riprendersi il tempo perduto. Sempre che l’estate non spazzi via ogni buona intenzione.

 



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