Intervista al candidato a sindaco di Campofelice di Roccella Giuseppe Di Maggio

Intervista al candidato a sindaco di Campofelice di Roccella Giuseppe Di Maggio
7 giugno 2018

Si terranno domenica 10 giugno le elezioni amministrative in 761 città d’Italia, tra queste  anche Campofelice di Roccella andrà al voto. Ecco l’intervista al candidato a sindaco della città, Giuseppe Di Maggio.

Che cosa le fa pensare di essere il sindaco giusto per Campofelice di Roccella? 

«In questi cinque anni ho rappresentato in prima persona l’opposizione all’amministrazione uscente, ritenuta da tutti fallimentare ed inefficiente. Di questo sono fiero, perché ho seguito un percorso lineare e coerente, a differenza di chi non ha resistito al richiamo delle “sirene” del potere. Tale collocazione mi ha permesso di studiare i problemi, di incontrare le categorie ed i cittadini in una posizione di ascolto circa le loro richieste e le loro esigenze. Abbiamo costruito gradualmente e con pazienza un’alternativa da offrire ai cittadini di Campofelice di Roccella, che riteniamo abbiano il diritto di avere un’amministrazione migliore di quella uscente (rappresentata in questa campagna elettorale dall’Avv. Michela Taravella, già assessore uscente della giunta Battaglia)».

“Uniti per l’Avvenire” è lo slogan della vostra lista, c’è un motivo per cui avete utilizzato la parola “Avvenire” ? 

«Si. Abbiamo pensato ad una parola nobile, che evocasse nei cittadini l’idea di movimento, di proiezione verso il futuro, di cammino da percorrere insieme.
“Avvenire” è l’immagine collettiva di un cambiamento, non uno qualsiasi, ma un progresso da costruire in maniera lungimirante ed in piena sintonia con la comunità campofelicese, che di quel cambiamento dovrà essere protagonista e beneficiaria. Campofelice ha vissuto anni sconfortanti ed è stata amministrata male. Gli amministratori uscenti hanno spento la speranza, amministrando l’oggi come se non fosse importante il domani. Da ciò deriva l’esigenza di richiamare l’ “avvenire” per identificare il nostro movimento in maniera distinta e finanche distante dall’attuale amministrazione comunale. E’ una promessa, ma anche un impegno, l’avvenire».

Campofelice di Roccella, città a chiara vocazione turistica, quanto pensa che sia importante il rilancio del turismo a Campofelice di Roccella e le collaborazioni con le varie strutture ricettive ? 

«Purtroppo Campofelice di Roccella ha solo una vocazione turistica, non anche- ad oggi- un indirizzo turistico specifico. Noi intendiamo puntare sul turismo esperienziale, sul turismo culturale e sulla valorizzazione del bene spiaggia, attraverso una riqualificazione del litorale ed una “normalizzazione” dei servizi essenziali da garantire in quella zona del paese.
Questi obiettivi creeranno un rapporto sinergico tra le varie categorie e soddisfaranno gli interessi dell’ente, dei cittadini e di tutti gli operatori economici del settore turistico. Occorre infatti che l’amministrazione dialoghi con le strutture ricettive di fascia alta, senza trascurare le piccole e piccolissime strutture adibite alla ricettività turistica, che rappresentano anche un’importante pilastro dell’economia paesana.
Insieme a tali soggetti creeremo le condizioni per migliorare Campofelice di Roccella, poiché è necessario una grande operazione di Marketing, affinché il nostro paese esca dall’anonimato in cui è stato relegato da amministratori poco attenti al settore turistico».

Facciamo un piccolo salto indietro. Si parla di “Avvenire”, quanto è importante per voi il ruolo dei giovani?

«C’è una bella definizione nell’articolo 3 della Dichiarazione di Rio sull’ambiente e lo sviluppo, che riconosce il diritto ad uno sviluppo equo ed in grado di assicurare gli interessi e le esigenze delle generazioni presenti e future. Ecco qual è la nostra idea di avvenire. Un progetto che tenga conto della sostenibilità a lungo termine delle scelte da operare.
Oggi un bravo amministratore deve chiedersi anche cosa otterranno le generazioni future dalle politiche che si pongono in essere.
Potrei parlare di giovani in maniera retorica e ripetitiva: far presente che molti di loro sono stati costretti ad emigrare, ma non sarebbe più il caso di farlo, perché non risolverebbe il problema. E’ arrivato il momento di stipulare un patto tra generazioni, partendo dall’analisi delle cose che non hanno funzionato, dalle scelte scellerate- per non ripeterle-, avendo a nostro fianco le migliori intelligenze giovanili di questo paese, che devono essere protagoniste, insieme a noi, della programmazione del loro futuro».

Se dovesse riassumere tutta la sua campagna elettorale in una parola, quale utilizzerebbe ? 

«Le parole più usate, tanto nel nostro programma elettorale, quanto nella nostra campagna elettorale, sono state: “cambiamento”, “discontinuità” con l’amministrazione uscente, “rivoluzione”. Sono tutti concetti radicali, da applicare con la compostezza e la dolcezza di chi vuol far tornare Campofelice alla normalità di un tempo e proiettarla verso uno sviluppo che renda tutti partecipi di tale progresso».

Vuol fare un appello ?

«Mi appello al buon senso dei cittadini, alla loro lungimiranza. Scegliere gli amministratori dei prossimi cinque anni è fondamentale: partecipare a questa scelta implica la valutazione dell’amministrazione uscente, alla quale contrapporre un percorso lineare e coerente seguito dall’unica opposizione costantemente presente nelle istituzioni e nelle piazze di Campofelice di Roccella: la nostra! Aiutateci a cambiare questo paese, aiutateci a voltare pagina, aiutateci a ridare un avvenire a Campofelice ed ai campofelicesi».



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