E’ polemica politica sull’incontro al Mise per la vertenza Blutec

E’ polemica politica sull’incontro al Mise per la vertenza Blutec
13 giugno 2018

Si è svolto ieri presso il Mise, il tavolo tecnico per Blutec, ex Fiat. Presenti le rappresentanze sindacali, due funzionari della Regione Siciliana, il sindaco di Termini Imerese, Giunta, il senatore Faraone e l’onorevole Miceli del Pd.

La dichiarazione del sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta:

“Finalmente si intravede una schiarita nella vertenza Blutec-Invitalia. L’accordo, che prevede la restituzione del primo acconto di venti milioni, con le relative  garanzie, sembra vicino. Si potrà allora tornare a parlare di nuovo piano industriale. Il Direttore Generale del Mise, Castano, ha rassicurato che la copertura degli ammortizzatori sociali per il 2019 potrebbe individuarsi tutto sommato con tranquillità.
Sono soddisfatto che si sia accolta la mia proposta di organizzare il prossimo tavolo tecnico direttamente all’interno dello stabilimento Blutec a Termini Imerese, già nella prima metà del prossimo mese. Mi sarei aspettato, in occasione del primo incontro, dopo l’insediamento del nuovo Governo, la presenza del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che ha sempre dichiarato di volersi occupare della vertenza “Termini Imerese”, e poi alla prima occasione non si è presentato. Questa assenza – ha continuato il sindaco Giunta – ci preoccupa, appare come un segnale di scarsa attenzione verso il sud e tutte le problematiche connesse”.

Le dichiarazioni del segretario nazionale Uilm, Ficco e del segretario della Uilm di Palermo Vincenzo Comella:

“Da quanto abbiamo appreso oggi al Ministero dello Sviluppo economico, pare che Blutec e Invitalia siano vicini ad un accordo sulla restituzione delle somme relative al vecchio contratto”.

Gianluca Ficco Segretario nazionale Uilm:

“L’auspicato accordo con Invitalia è il presupposto per la prosecuzione progetto di deindustrializzazione di Termini Imerese, ma in ogni caso subito dopo occorrono altri due passi fondamentali, vale a dire la stipula di un nuovo contratto di sviluppo, sulla base del piano industriale che verrà sviluppato entro il 30 giugno, nonché la proroga degli ammortizzatori sociali.
Su quest’ultimo punto urge un intervento legislativo del Governo, poiché anche nel migliore dei casi entro fine anno non tutti i settecento lavoratori di Blutec di Termini Imerese saranno rientrati al lavoro. Si tratta di un problema comune a molte altre imprese: se non saranno modificati i vincoli che sono stati posti dal d.lgs. 148 del 2015, parte del famigerato Jobs Act, andremo in contro a fine anno a un’ondata di licenziamenti Auspico che entro il prossimo incontro, previsto per il 18 luglio a Termini Imerese, l’accordo con Invitalia sia raggiunto e sia partito davvero il confronto sul nuovo contratto di sviluppo”.

Le dichiarazioni di Michele De Palma, segretario nazionale della Fiom e Roberto Mastrosimone, segretario generale regionale Fiom Sicilia:

“Nell’incontro odierno i rappresentanti di Invitalia hanno chiarito le condizioni dell’intesa, quasi raggiunta con la Blutec, per la definitiva restituzione del finanziamento ricevuto sul piano. Questo significa che si scongiura il blocco del percorso di re-industrializzazione dello stabilimento di Termini Imerese, ma devono essere affrontati due punti: piano industriale alla base di nuovi investimenti pubblici e privati;
piano occupazionale e relativa garanzia con gli ammortizzatori sociali.
Le prospettive future del piano industriale, che non possono reggersi esclusivamente sulla elettrificazione del Doblò, dovranno essere supportate dalle commesse in grado di assicurare i lavoratori di Blutec e dell’indotto.
L’incontro di oggi è riaggiornato al 18 luglio a Termini Imerese. Sarà l’occasione per valutare il nuovo piano industriale e occupazionale”.

Gli attacchi del PD

Alcuni esponenti del Partito Democratico hanno attaccato il neo ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, per la sua assenza al tavolo ministeriale di ieri (12 giugno). Gli attacchi però, non si sono fermati solo al ministro, ma sono state prese di mira anche le due senatrici termitane del Movimento 5 Stelle, Loredana Russo e Antonella Campagna.

La replica del Movimento 5 Stelle
Non è mancata la replica agli attacchi del Pd sulla mancata presenza del ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, al tavolo ministeriale di ieri (12 giugno) al ministero dello Sviluppo Economico per discutere della vertenza ex Fiat, oggi Blutec, che mette a rischio oltre mille posti di lavoro.

Le dichiarazioni della senatrice Antonella Campagna su Facebook

«Alcuni esponenti del PD farebbero meglio a tacere -scrive la senatrice Campagna sulla sua pagina Facebook -, invece di usare a fini propagandistici la vertenza degli operai ex Fiat, oggi Blutec, e dei lavoratori dell’indotto di Termini Imerese per attaccare il M5S e il suo capo politico.
Fino a ieri l’hanno gestita loro sia sul piano nazionale con Renzi premier, che regionale con Crocetta presidente della Regione e i risultati sono sotto gli ,occhi di tutti. Gli operai sono ancora in cig , i lavoratori dell’indotto sono stati licenziati e la società dovrà restituire i finanziamenti ricevuti da Invitalia.
Fa sorridere leggere le dichiarazioni di due esponenti del PD che puntano il dito contro l’assenza di parlamentari di Termini Imerese all’incontro di oggi al Mise, lamentando l’assenza del Governo, quando il primo a scagliarsi contro il primo atto da ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico di Luigi Di Maio – quello che consente, per intenderci , a deputati e senatori di maggioranza e opposizione, di prender parte alle riunioni sulla crisi industriali al Mise – è stato proprio l’ex ministro dello Sviluppo Carlo Calenda. Anche lui del Pd. Per dovere di cronaca ricordiamo a un ex sottosegretario del Pd e al neo eletto collega alla Camera che a vietare nel 2015 ai parlamentari di partecipare ai vertici al Mise era stato un altro esponente dell’allora Governo Renzi, quando era ministro: si chiamava Federica Guidi.

E’ falso affermare che il M5S, con i suoi portavoce nazionali e regionali e il suo capo politico, è disattento dinnanzi a una crisi industriale -continua-, che nessun governo in Italia è stato capace di gestire perché finora è mancata una politica industriale degna di questo nome.

Il M5S è al fianco degli operai di Termini Imerese, io e la senatrice Loredana Russo seguiamo con attenzione gli sviluppi della vertenza, alla quale i governi precedenti non sono riusciti a dare una risposta, Renzi in testa, capace solo di passerelle davanti ai cancelli dell’ex fabbrica di Fca e annunci a mezzo stampa finalizzati solo a drenare consensi.
Speculare sulla vita di un intero comprensorio è vergognoso.  Agli oltre 700 ex operai di Fiat e Magneti Marelli e agli oltre 300 dipendenti delle aziende dell’indotto licenziati dico solo una cosa: NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO.

Il M5S -conclude-  farà di tutto per riuscire a dare una prospettiva capace di assicurare la piena occupazione e il rilancio del territorio».

Le parole della senatrice Loredana Russo:

«I senatori di minoranza, come Renzi tra l’altro, si possono pure permettere di andarsene in giro per il mondo o di attuare la “pop corn strategy”, noi di maggioranza , se c’è aula, dobbiamo essere lì a sostenere le nostre idee e il nostro territorio!Alcuni non capiscono o fanno finta di non capire, per fortuna la città capisce».



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