Lapunzina sull’acqua non sa più cosa inventare

Lapunzina sull’acqua non sa più cosa inventare
12 settembre 2018

Abbiamo ricevuto una missiva del primo cittadino di Cefalù che sconfessa pubblicamente quanto asserito non soltanto da Federconsumatori, ma a quel che sembra anche dai laboratori dell’ASP, riguardo all’inquinamento dell’acqua che scorre nelle condutture cittadine.

Nella nota si legge: ” L’acqua immessa nella rete idrica cittadina è accuratamente trattata con cloro, al fine di renderla batteriologicamente pura. I periodici campionamenti effettuati all’uscita dei serbatoi e in altri punti della rete hanno sempre dimostrato, sin dal giugno del 2016, l’assenza di carica batterica, fatta eccezione per un occasionale rinvenimento di cui si è avuto riscontro a fine agosto scorso, nelle fontanelle di Piazza Marina e del Lungomare. Posto che, in relazione a ciò, sono state attivate le misure del caso, deve precisarsi che l’episodio non può in alcun modo essere messo in correlazione con la nota sospensione, dall’estate scorsa, della attività di potabilizzazione”.

Sarebbe opportuno comprendere quali siano state le misure del caso e in che termini si stia intervenendo, visto che l’acqua, scorre da monte verso valle, ossia dai serbatoi della città, da dove esce batteriologicamente pura, ma non potabile, fino ai rubinetti delle case dei cittadini e alle pubbliche fontanelle, che tra l’altro, non recano alcun segnale di non potabilità dell’acqua.

E’ inoltre utile ricordare, come fa lo stesso sindaco nella sua missiva che “un analogo occasionale riscontro di carica batterica fu effettuato dal Dipartimento di Prevenzione Medico dell’ASP di Palermo in coincidenza del campionamento sull’acqua delle medesime fontanelle di Piazza Marina e del Lungomare, realizzato a metà ottobre 2015, epoca in cui era in funzione l’impianto di potabilizzazione, senza miscelazione alcuna di “acqua grezza”.”

Nella nota diffusa, il primo cittadino, dopo aver speso alcune righe di autoassoluzione riguardo alla mancata gestione del servizio idrico integrato, chiosa in maniera che potrebbe definirsi forse fin troppo scherzosa, perché solo come uno scherzo può essere presa: “Nella attuale situazione, pur ritenendo legittime le lamentele riguardo alla non potabilità della risorsa idrica, in cui vi è solo una eccessiva presenza di sodio e cloruri, si ritiene non ammissibile che, attraverso mezzi di stampa, si diffonda la notizia, palesemente falsa che “l’acqua di Cefalù è inquinata”, generando con ciò un ingiustificato allarme nell’opinione pubblica, per il perseguimento del quale ci si riserva di procedere nelle Sedi competenti”.

Il volere rivolgersi poi alle autorità competenti per redarguire chi porta a conoscenza i cittadini dei risultati dei campionamenti svolti dall’ASP e dal SIAN non può essere che interpretata come una battuta scherzosa, perché altrimenti ci si troverebbe di fronte a un vano tentativo di celare le cose.

 



Commenti

Post nella stessa Categoria