Albano: solo il Ministero può derogare sul punto nascite

Albano: solo il Ministero può derogare sul punto nascite
10 ottobre 2018

Con quattrocentosedici nati nel 2017 e un trend in crescita nel 2018, l’ospedale Giglio di Cefalù attende che a Roma si decidano le sorti del punto nascite, che se dovesse essere soppresso, così come previsto dal decreto Balduzzi, rappresenterebbe una grave perdita per tutto il territorio delle Madonie e dei bassi Nebrodi.

A reclamare il diritto alla salute. come sancito dalle leggi dello Stato, non solo la società civile, ma anche la politica locale con i sindaci in testa. Sul tavolo della ministra della Salute Giulia Grillo ci sarà presto una patata bollente. Una struttura ospedaliera come quella cefaludese, catalogata come Dea di primo livello nel nuovo piano sanitario regionale, non può permettersi di perdere quello che per il comprensorio rappresenta un punto di riferimento di assoluta eccellenza.

“La decisione finale spetterà a Roma – esordisce Giovanni Albano presidente della Fondazione Giglio – la nostra struttura ha un reparto che rappresenta un fiore all’occhiello, le partorienti vengono ricoverate in camere singole che garantiscono comfort e il massimo dell’accoglienza, forniamo, sia in fase prenatale sia durante il parto e la degenza, i servizi richiesti dal decreto Balduzzi, non riusciamo però a raggiungere le cifre imposte dalla norma. L’ospedale ha fatto degli sforzi per garantire l’operatività del reparto che adesso spero non vengano vanificati da scelte che sarebbero solo legate ai numeri. Anche l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, sembra vicino alla nostra teoria, ma lo ripeto la decisione ultima spetta a Roma. Presso le sedi del ministero dovranno essere rappresentate tutte queste perplessità, lo ripeto la chiusura di un punto nascita di fondamentale importanza non può e non deve essere legato ai numeri. Mi piacerebbe che la ministra venisse a fare un sopralluogo qui in Sicilia per comprendere come lo stato dei luoghi, l’orografia e la totale inefficienza del sistema viario non consentirebbero a una partoriente proveniente da Tusa o da San Mauro, giusto per fare un esempio, di raggiungere un ospedale più distante del nostro dal suo luogo di residenza. In questi giorni ho in programma diversi incontri – ha concluso Albano – per rappresentare la nostra posizione nella speranza che possa essere trovata una soluzione”.

Intanto la fondazione, che rimane ancora vacante di un suo rappresentante in consiglio d’amministrazione, sta lavorando nell’ottica dell’innovazione e ha avuto finanziati progetti di ricerca per oltre undici milioni di euro e sarebbero in arrivo sempre dall’Europa altre cospicue risorse. La sanità in Sicilia riesce, nonostante le critiche, ad essere d’avanguardia.



Commenti

Post nella stessa Categoria