Nessuna angoscia e nessuna speranza più, il tragico epilogo della scomparsa di Liotta

Nessuna angoscia e nessuna speranza più, il tragico epilogo della scomparsa di Liotta
8 novembre 2018

Nessuna angoscia e nessuna speranza più animeranno un’intera regione col fiato sospeso in attesa di ritrovare Giuseppe, il pediatra scomparso lo scorso 3 novembre, nella notte del nubifragio a Corleone.

E’ stato trovato questa mattina un corpo da una squadra di tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano elitrasportata dal IV Reparto volo della Polizia di Stato, presumibilmente appartenente proprio al medico che si ricercava da giorni. Un graduale e inesorabile percorso verso l’amara certezza: del medico si erano perse le tracce quando aveva lasciato l’automobile per procedere a d piedi per l’ospedale di Corleone dove era atteso in servizio. Durante le ricerche erano stati rinvenuti i pantaloni, il giubbotto, una scarpa.

Intorno alle 9 di questa mattina un elicottero della Polizia decollato da Boccadifalco mezz’ora prima ha rinvenuto il cadavere del medico. Sul posto stanno sopraggiungendo i soccorsi. Il corpo è stato trovato a Roccamena in un’azienda agricola nei pressi del fiume Belice Sinistro.  Per recuperarlo sono entrati in azione gli uomini del soccorso alpino, i carabinieri, i dei vigili del fuoco, i forestali e gli uomini della protezione civile.

Tutte le forze in campo stanno organizzando le operazioni di recupero. I ricercatori avevano ripreso questa mattina le operazioni dal ponte Aranci all’incrocio con la Sp4. Ieri sera era nato un comitato di cinquanta volontari che oggi si erano uniti alle ricerche. L’idea è nata da Marcus Salemi infermiere che lavora all’ospedale dei Bianchi di Corleone. “Io mi sono fatto promotore di questo comitato perché conosco da anni il dottore Giuseppe Liotta. Anche io ogni giorno viaggio da Palermo a Corleone per lavoro e anche io se fossi stato di turno quella sera avrei potuto perdere la vita”, continua Salemi.

Erano tornate in azione le squadre di vigili del fuoco coordinate da Comando provinciale di Palermo con almeno novanta persone tra carabinieri, polizia, uomini della protezione civile, dell’esercito e del corpo nazionale soccorso alpino e numerose squadre specializzate dei vigili del fuoco. Tra le squadre di vigli del fuoco, sul posto ci sono i Tas specializzati nel servizio di topografia applicata al soccorso, il nucleo Saf, soccorso alpino fluviale, ma anche i nuclei cinofili di polizia e carabinieri. In questi giorni la zona è stata battuta palmo a palmo. Gli speleologi del soccorso alpino, i vigili del fuoco del Saf si erano calati nelle gole nella zona di Molino Drago a Ficuzza. Circa un centinaio di uomini si erano alternati per setacciare palmo a palmo le campagne di Corleone. L’auto del medico, una Tiguan bianca, è stata trovata vicino a una stradella che partiva dalla statale 118, in contrada Raviotta.

 



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