Blitz a Cosa nostra, in arresto quarantanove tra boss e gregari

Blitz a Cosa nostra, in arresto quarantanove tra boss e gregari
4 dicembre 2018

La Direzione distrettuale antimafia di palermo ha disposto un fermo di indiziato di delitto – eseguito dai carabinieri del comando provinciale di palermo – nei confronti di soggetti ritenuti a vario titolo responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni consumate e tentate, con l’aggravante di avere favorito l’associazione mafiosa denominata cosa nostra, fittizia intestazione di beni aggravata, porto abusivo di armi comuni da sparo, danneggiamento a mezzo incendio, concorso esterno in associazione mafiosa, risultato di quattro distinti procedimenti penali.

in particolare, le indagini hanno consentito di: ˗ cogliere in presa diretta la fase di riorganizzazione in atto all’interno di Cosa Nostra;

 Documentare l’avvenuta ricostituzione della “nuova” commissione provinciale di palermo;

Trarre in arresto il “nuovo capo” della commissione provinciale, Settimo Mineo, capo del mandamento di Pagliarelli.Secondo le indagini dei carabinieri la nuova Cupola di Cosa nostra si era riunita il 29 maggio scorso. Non accadeva dal 1993. I capi delle famiglie di Palermo si sono ritrovati per eleggere il nuovo padrino, l’erede di Totò Riina morto un anno fa.

E’ l’ottantenne Settimo Mineo, ufficialmente gioielliere con negozio in centro, il più anziano fra i boss della mafia siciliana, il giudice Falcone l’aveva arrestato nel 1984 e lui spavaldo aveva detto all’interrogatorio: “Non so di che parla, cado dalle nuvole”.

Una vita per la mafia. Ma il mandato di Settimo Mineo si è già concluso: all’alba, la procura di Palermo diretta da Francesco Lo Voi ha fatto scattare un maxi blitz dei carabinieri nei confronti di 49 fra boss e gregari. E tra i fermati c’è anche il capo dei capi che avrebbe dovuto inaugurare la nuova era mafiosa.

L’intera riorganizzazione è stata seguita passo passo dai carabinieri del nucleo Investigativo del comando provinciale diretto dal colonnello Antonio Di Stasio.

A coordinare questa maxi indagine, un pool di magistrati composto dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Maurizio Agnello, Francesca Mazzocco, Amelia Luise, Dario Scaletta, Gaspare Spedale e Bruno Brucoli.

 

 



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