Questo Sherbeth non s’ha da fare

1 August 2013

Diversi mormorii ed avvisaglie che facevano presagire un esito funesto per la realizzazione della 7° edizione dello Sherbeth trovano una conferma alla luce degli ultimi accadimenti. La società che si occupa di sherbieorganizzare il Festival del Gelato, la Iris Communication srl, ha posto al comune di Cefalù due “conditio sine qua non” per la realizzazione della manifestazione.
In particolare, il legale rappresentante della società, il Dottor Martorana, ha richiesto al comune “l’erogazione delle somme pregresse spettanti a Iris” e la disponibilità “per quest’anno ad accollarsi il ripiano del bilancio, ove lo stesso dovesse essere in negativo”.

Le condizioni proposte dagli organizzatori dello Sherbeth risultano molto impegnative per il comune di Cefalù, in particolare a causa delle grave situazione finanziaria dell’Ente, che infatti ha risposto definendole inattuabili. Per di più il comune, negli anni, ha già corrisposto ad Iris 700.000 euro in forma di anticipo, senza che ancora queste somme venissero restituite dai finanziatori pubblici, ossia dalla Regione Sicilia e dal Ministero delle Politiche Alimentari e Forestali.
Inoltre le somme che la società chiede al Comune di corrispondere, probabilmente dovrebbero andare a coprire parte dei finanziamenti che la Regione Sicilia aveva concesso alla società organizzatrice per le passate edizioni, ma che non sono mai stati erogati per presunti inadempimenti contabili. La seconda richiesta determinerebbe poi, secondo il comune, una palese violazione degli obblighi contrattuali. Infatti, l’art.9 dell’ATS limita, fra le altre, la compartecipazione finanziaria del comune sino ad un massimo del 30% del piano economico finanziario.
Appare chiaro quindi come, nel caso di un bilancio in negativo, il comune potrebbe essere costretto a versare cifre ben maggiori.

Pugno di ferro anche nelle modalità di risoluzione della diatriba. Il comune infatti ha richiesto, per mercoledì 8 agosto, un incontro per fare chiarezza sul futuro dello Sherbeth che ad oggi appare molto incerto. Dal canto loro gli organizzatori pretendono una riunione entro venerdì 2 agosto per poter rispettare – a loro detta – i tempi organizzativi che riguardano, in particolare, le conferme delle ordinazioni ai fornitori, ai maestri gelatieri e a Carpigiani. Più che una proposta, le condizioni dettate da Iris paiono provocazioni, soprattutto nei confronti di una città che sta affrontando forse la più grande crisi dalla storia repubblicana, e che di sicuro non può e non deve permettere ingerenze esterne al calendario delle sedute consiliari. Città che ogni anno ha messo a disposizione i suoi spazi migliori e le sue maestranze – che in parecchi casi ancora aspettano quanto gli è dovuto- per un evento che si è dimostrato negli anni spesso e volentieri sopravvalutato, e che non risulta né indispensabile né fautore di chissà quale indotto economico per la città. Senza contare che durante gli ultimi anni la manifestazione ha perso molto di quell’appeal dovuto all’originalità iniziale, finendo col richiamare solo un esiguo numero di abitanti del circondario, risultando agli occhi dei più piuttosto pretenzioso.

Farebbero quasi sorridere – se la situazione non fosse così grave – i dati forniti dall’associazione in merito alle affluenze generate dall’evento, e al riscontro mediatico da essa scaturito. Le stime ufficiali dello Sherbeth , per l’edizione 2012, parlano infatti di oltre 200 mila presenze nei 4 giorni di manifestazione ed oltre 100 testate accreditate di cui un terzo straniere. Questi numeri, che risultano eccessivi rispetto a ciò che è effettivamente riscontrabile durante i giorni dell’evento, dimostrano incontrovertibilmente che la manifestazione è ed è stata sopravvalutata, e meriterebbero un doveroso approfondimento. In ogni caso, appare paradossale che il comune debba sobbarcarsi il ripiano, oltre che del proprio bilancio, anche di quello della manifestazione. A questo punto corre l’obbligo di porsi un interrogativo: data la palese difficoltà economica in cui il Comune di Cefalù versa, e avendo dalla propria dati così invitanti, perché l’establishment di Sherbeth non ha pensato di proporre altrove la manifestazione? Perché ha insistito tanto, e a queste condizioni? Probabilmente la piazza cefaludese ha dato di più di quanto oggi si vorrebbe far credere e, forse, simili condizioni sono difficili da trovare altrove.



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