Giovani, precari ma felici senza tessera sindacale

Giovani, precari ma felici senza tessera sindacale
18 settembre 2013

«Siamo partiti da una domanda semplice. Ci siamo detti: se andiamo a intervistare, qui a Milano, giovani lavoratori professionisti (architetti, psicologi, giornalisti, promoter finanziari e altro) tutti con salari bassi e GIOVANI-E-LAVORO_largecontratti atipici, vi troviamo l’espressione di un bisogno di rappresentanza sindacale?». A parlare è David Benassi, docente di Sociologia economica all’Università di Milano Bicocca, autore di una ricerca sulle nuove organizzazioni sindacali e la necessità di rappresentanza dei lavoratori ad alta qualificazione a Milano.

“A me piace negoziare il mio contratto da solo, sono un individualista. A me piace sapere che quello che ho me lo sono costruito io. Sono sempre stato competitivo a livello professionale poi, come ho sempre detto, fra sei mesi sono in stazione Centrale a suonare il violino” (44 anni, consulente informatico, p.iva)

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