Scontri in Medio Oriente, chi ci guadagna? “I sauditi”

Scontri in Medio Oriente, chi ci guadagna? “I sauditi”
22 ottobre 2013

Si terrà il 23 novembre prossimo la tanto attesa conferenza di pace sulla Siria (Ginevra II). Lo ha annunciato il segretario della Lega araba Nabil al-Arabi in seguito ai colloqui, svoltisi al Cairo, con l’inviato speciale hezbollah-superjumbodelle Nazioni unite per la Siria, Lakhdar Brahimi. Per valutare le possibilità di una soluzione pacifica della crisi siriana e i nuovi rapporti di forza in Medio oriente dopo il taglio degli aiuti militari degli Stati Uniti all’Egitto, raggiungiamo al telefono a Los Angeles, il professor Roger Owen, docente di Storia del Medio oriente all’Università di Harvard. Lo studioso britannico è autore di due classici sulla storia della regione: State, Power and Politics in the Making of the Modern Middle East e A History of the Middle East Economies in the 20th Century.
Siria

È stato conferito all’Opac il premio Nobel per la pace. L’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche ha favorito una soluzione pacifica della guerra civile siriana?
La Siria e Israele hanno armi chimiche non per usarle ma come forma di deterrenza. Chiedendo ad Assad di distruggerle, la comunità internazionale fa un favore a Israele. Non perché Gerusalemme teme che Assad potrebbe usarle, ma perché gli israeliani non vogliono che Hezbollah abbia armi chimiche.
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