Leishmaniosi canina, che cos’è e come affrontarla?

Leishmaniosi canina, che cos’è e come affrontarla?
3 giugno 2014

La leishmaniosi canina è una grave malattia del cane trasmessa da alcuni insetti. Se abitiamo in luogo dove la malattia è presente o se portiamo il nostro cane in vacanza con noi è sicuramente utile conoscere questa patologia, che colpisce a volte anche l’uomo, ma può essere controllata.

L’andamento della malattia è generalmente cronico e può anche portare alla morte l’animale. E’ causata da un microscopico parassita, un protozoo denominato Leishmania infantum, che viene trasmesso tramite la puntura di piccoli insetti attivi nel periodo estivo che popolano da sempre le aree verdi, in particolare l’ambito collinare. E’ un insetto notturno e il suo volo è in genere breve e ostacolato dal vento. Durante le ore di luce riposa in luoghi freschi e umidi, ma predilige rintanarsi in abitazioni, fessure dei muri e buchi degli alberi.

Geograficamente, la leishmaniosi canina si colloca in alcuni Stati dell’America Latina e in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo. In Italia è molto diffusa e ben conosciuta nel centro e nel sud del Paese, ma dagli anni ’90 ha cominciato ad espandersi anche alle regioni settentrionali. Si evidenzia nei cani adulti, al di sopra dei 12 mesi di età, senza distinzione di sesso, taglia o razza, quasi sempre in forma generalizzata. Tra i sintomi vi sono senza dubbio il dimagrimento progressivo e l’ingrossamento dei linfonodi, a cui possono aggiungersi manifestazioni a carico della pelle e delle mucose.

Purtroppo la malattia può rimanere non visibile anche per anni. E’ opportuno per questo controllare il proprio cane, anche se sta bene, perché frequentemente nella fase iniziale gli animali infetti non presentano sintomi. Sarà sufficiente un semplice controllo del sangue annuale all’inizio della primavera, da febbraio ad aprile. In caso di esito favorevole, il veterinario saprà consigliare i prodotti più idonei per la prevenzione.

A seguito di una diagnosi di Leishmaniosi canina, il veterinario provvederà ad informare l’ASL. Tale segnalazione risulta preziosa al fine di individuare le aree a rischio per gli animali e per l’uomo e per mettere a punto le più idonee strategie per la sua prevenzione. La Leishmaniosi canina è una malattia cronica e permanente; ciò significa che una volta contratta l’animale non può guarire definitivamente. Un veterinario saprà tuttavia consigliare la terapia più idonea per tenere sotto controllo i sintomi e consentire al cane una vita normale.

La convivenza ed il contatto fisico con un cane ammalato non costituiscono un pericolo di trasmissione all’uomo della patologia. L’uomo infatti rappresenta un ospite occasionale e può infettarsi solo attraverso la puntura dell’insetto e non esistono evidenze scientifiche che i proprietari di cani infetti siano a maggior rischio rispetto alle altre persone. Nell’eventualità in cui venga accertata la Leishmaniosi canina, la diagnosi precoce permetterà di ottenere i migliori risultati terapeutici e di limitare la diffusione della malattia.

Per prevenire il contagio, esistono alcune semplici regole che è opportuno seguire. Per esempio può essere utile mantenere pulite le aree esterne all’abitazione da raccolte di foglie, sfalci di erba e immondizie dove il flebotomo trova riparo. Anche ricoverare il proprio cane al chiuso nelle ore notturne e utilizzare antiparassitari a effetto repellente ed insetticida sui cani contribuisce a preservarli. Dal 2012 inoltre è disponibile un vaccino, utile per potenziare la resistenza dei cani nei confronti della malattia. Non è però esclusivamente sufficiente, va utilizzato in associazione alle altre misure di protezione e sotto stretto controllo del veterinario.



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