Il personale della Coime al centro della operazione bancomat

Il personale della Coime al centro della operazione bancomat
19 giugno 2014

Nella mattinata i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno eseguito, a Palermo e in provincia, 11 misure cautelari (di cui 4 in carcere, 1 agli arresti domiciliari e 6 interdittive della sospensione dal pubblico ufficio), emesse dal GIP del Tribunale di Palermo su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di altrettante persone, tutte dipendenti comunali, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a commettere più delitti di peculato, accesso abusivo a sistema informatico e falsi in danno del Comune di Palermo al fine di conseguire somme non dovute attraverso la modifica e/o alterazione delle buste paga.
L’esecuzione dei provvedimenti conclude una complessa attività investigativa sviluppata dai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Palermo, coordinati dal Dipartimento Reati contro la Pubblica Amministrazione della Procura della Repubblica di Palermo.
L’attività investigativa era iniziata nel 2011 in seguito ad alcune denunce presentate dal Comune di Palermo a seguito dell’individuazione, dopo una verifica straordinaria interna sull’arco temporale 2001-2011, di alcune anomalie nella determinazione e corresponsione di voci stipendiali in favore di alcuni dipendenti COIME – Coordinamento Interventi Manutentori Edili. L’associazione criminale è stato accertato che si basasse sull’apporto del responsabile dell’ Unità Operativa, Chinnici Antonino, che a quel che sembra effettuava o consentiva ad alcuni suoi collaboratori di provvedere (accedendo abusivamente al software di gestione amministrativa ed alterando di fatto le buste paga) alla modifica di alcune voci stipendiali quali permessi non goduti, lavoro straordinario, buoni pasto, anticipazione del Tfr e maggiorazione dell’indennità per le ore di servizio. Attraverso questi meccanismi, derivanti da un libero ed incontrollato accesso a risorse economiche pubbliche, si stima che siano state movimentare illegittimamente risorse economiche superiori al milione di euro. Le somme, grazie al lavoro delle forze dell’ordine, sono state quasi interamente recuperate.



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