Acqua Geraci contesta le dichiarazioni del Sindaco di Geraci Siculo all’Ars

20 giugno 2014

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa della società “Acqua Geraci” in merito alle dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Geraci Siculo alla Commissione per le Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana.

 

acqua-geraci-logoL’Acqua Geraci contesta le dichiarazioni rese dal Sindaco di Geraci Siculo, Bartolo Vienna, alla Commissione Attività Produttive dell’ARS sui procedimenti relativi alla sua concessione di acque minerali. Contrariamente a quanto afferma il Sindaco il Consiglio Comunale di Geraci Siculo ha riconosciuto che nulla osta  alla proroga dell’attuale concessione dell’Acqua Geraci. Riguardo le sorgenti alle quali fa riferimento il primo cittadino va precisato che sono state utilizzate dal Comune senza alcuna autorizzazione.

Il Sindaco tace una importante  circostanza e cioè la soluzione prospettata  nel corso del tavolo tecnico del 6 novembre 2013 diretto dal Dirigente Generale, Dr. Maurizio Pirillo, collaboratore dell’Assessore Nicolò Marino.  Tale proposta prevede di
destinare le sorgenti  della montagna, al centro della contesa, in parte al fabbisogno idropotabile del Comune di Geraci Siculo e in parte alle esigenze imprenditoriali dell’Azienda, poiché il Municipio si avvale della sorgente Calabrò avente una portata annua media superiore a 25 litri/sec.

Inoltre la società si è dichiarata disponibile a sostenere  le spese di pompaggio di quest’ultima. La soluzione prospettata garantisce sia  la dotazione idrica del Comune di 7 litri/s previsti dal Piano Regionale Generale delle Acque sia lo sviluppo dell’attività dell’Azienda  che oggi dispone di 1,5 litri/s a fronte di una capacita produttiva, frutto di onerosi investimenti, che necessiterebbe
di almeno 11 l/s. Ovviamente ciò consentirebbe  di espandere il mercato e creare altri posti di lavoro. Infine la Società è sempre stata a favore dell’acqua pubblica e non ha mai voluto privare la comunità geracese dell’acqua potabile di cui necessita ma non cede al boicottaggio discriminatorio che tenta di distruggerla. Pertanto chiederà ulteriori accertamenti della Magistratura.



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