Crisi turistica
Cefalù, Lapunzina: “inattendibili i dati sul turismo diffusi da Farruggio”

Cefalù, Lapunzina: “inattendibili i dati sul turismo diffusi da Farruggio”
8 luglio 2014

Cefalù, Lapunzina: "inattendibili i dati sul turismo diffusi da Farruggio"“Sono inattendibili i dati sul turismo diffusi dal vicepresidente vicario di Federalberghi Sicilia e presidente di Federalberghi Palermo Nicola Farruggio” .

Non si fa attendere la replica del primo cittadino di Cefalù, Rosario Lapunzina, che smentisce con fermezza i dati diffusi nei giorni scorsi dal vicepresidente di Federalberchi Sicilia Nicola Farruggio (nella foto a dx). 

“Non so di quali numeri disponga  – dichiara il sindaco della perla del Tirreno – e come abbia fatto a parlare di un calo del 5%, nicola-farruggiosenza nemmeno attendere la statistica elaborata mensilmente dall’Unità Operativa 1 del Dipartimento Regionale Turismo.

In base ai dati ufficiali diffusi oggi, secondo Lapunzina, la nostra Città, nei primi sei mesi dell’anno e rispetto allo stesso periodo del 2013, registrerebbe un incremento di arrivi del 2,44% ,e una crescita delle presenze che si attesta allo 0,73%.

“Il solo mese di giugno 2014 – afferma Lapunzina – confrontato con il 2013, segna una flessione negli arrivi dello 0,87%, ma un aumento delle presenze dell’1,51%.  

Per Lapunzina qualcuno starebbe giocando col fuoco: “Mi chiedo a chi giovino e quale obiettivo possa perseguirsi con dichiarazioni come quelle di Farruggio, le cui logiche ispiratrici sfuggono, specie se si considera il ruolo rivestito”.

Cefalù – conclude Lapunzina – ha, di certo, la necessità di incrementare i flussi turistici, migliorando l’offerta. Come amministratori, non possiamo ancora dirci soddisfatti del trend attuale, ma lavoriamo in tale direzione, fra le tante difficoltà, senza nulla da nascondere e con piena disponibilità a confrontarci con gli operatori del settore. Vorremmo che anche gli altri facessero la loro parte, e che la smettessero con le strategie miopi ed autolesioniste, che purtroppo rischiano, quelle sì, di assumere il carattere della “monotonia”.

 



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