Finale: dentro la Torre e oltre l’orizzonte

29 luglio 2014

“La Torre…finalmente!” è l’evento che tutti gli abitanti di Finale hanno atteso negli ultimi tre mesi. Ieri intorno alle 19, proprio all’imbrunire, quando il panorama che viene offerto dal Piazzale Torre è già splendido di suo, è stata espletata la pratica del taglio del nastro da parte del sindaco Magda Culotta e l’affllusso di gente dentro la Torre è cominciato. L’accesso all’interno dell’antica costruzione è stato reso possibile grazie a una scala in ferro battuto e tavolate, collocata sulla facciata sud della Torre del Marchese. Essa garantisce un comodo sali scendi per i visitatori e nella sua struttura rispetta i canoni artistici del monumento, senza intaccarne l’entità originaria. Inoltre risulta facilmente smontabile. Queste sono state le spiegazioni del sindaco Culotta riguardo il “colpo d’occhio” ampiamente decantato dalla critica delle scorse settimane tra la gente del luogo. Ma è stato sicuramente un sentimento di fierezza quello che ha distinto il volto dell’amministrazione comunale pollinese nel restituire ai suoi abitanti un bene collettivo che fino ad ora era rimasto solo nelle fantasie di chi vive la Torre quotidianamente. Per l’occasione si è pensato di riproporre una mostra di pittura curata dall’artista Gianni Ballistreri proprio all’interno della torre d’avvistamento. Già lo scorso aprile infatti era stato possibile accedere temporaneamente tramite una struttura provvisoria con quello che è stato definito dall’esperta al turismo del comune di Pollina un “Flash Mob”. Il binomio artistico ha la dichiarata volontà di evocare nei visitatori e in quanti vorranno accorrere emozioni uniche e irripetibili. Non possiamo negare le reali suggestioni che si avvertono da dentro le mura di una fortezza che è stata pensata nel lontano 1597 per avvistare le navi nemiche all’orizzonte e per permettere la comunicazione del pericolo alle altre strutture presenti lungo la costa settentrionale della Sicilia, di cui la Torre del Marchese è oggi il miglior monumento rimasto.

 

 

Sofia D’Arrigo



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