Tassa di soggiorno: gli albergatori di Cefalù chiedono dove siano finiti i soldi

Tassa di soggiorno: gli albergatori di Cefalù chiedono dove siano finiti i soldi
29 luglio 2014
Giuseppe Farinella

Giuseppe Farinella

Dopo la polemica sorta tra il primo cittadino di Cefalù Rosario Lapunzina e Nicola Farruggio presidente vicario di Federalberghi Sicilia, i flussi turistici della cittadina normanna tornano alla ribalta. Questa volta però non si tratta di dati da “smorfiare”, come fossero numeri della cabala, bensì del flusso di denaro collegato alla presenza turistica, ossia quello legato alla riscossione della tanto contestata tassa di soggiorno. Una tassa di scopo, i cui proventi dovrebbero essere spesi per finalità turistiche. A salire in cattedra sono adesso gli albergatori che chiedono spiegazioni all’assessore al turismo e primo cittadino cefaludese riguardo all’impiego e la spesa di tali somme di denaro.Foto_Lapunzina Gli operatori turistici sembrano intenzionati a fare cartello per chiedere a gran voce un rendiconto. “E’ nostro diritto sapere come vengano spesi i soldi di questa tassa di scopo – ha detto Giusi Farinella uno degli albergatori della cittadina normanna raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – vogliamo vederci chiaro. Non capiamo perché, ogni volta che si parla degli incassi della tassa di soggiorno, il sindaco bacchetta le attività ricettive per riscuotere, non mettendo però gli operatori a conoscenza di come queste somme vengano poi impiegate. Adesso abbiamo deciso di fare sentire la nostra voce in modo unanime, presto formalizzeremo le nostre richieste con un documento”. Rosario Lapunzina, che aveva tra i punti del suo programma elettorale quello della trasparenza, speriamo possa fare conoscere presto ai cittadini, che ne hanno pieno diritto, la verità. Anche per mettere a tacere “voci” ricorrenti che ricondurrebbero parte di questi fondi su spese non compatibili con lo scopo iniziale della tassa…ancor quando conformi.



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