Il sindaco critico sulla vicenda ospedale

Il sindaco critico sulla vicenda ospedale
2 settembre 2014

Sale in cattedra Lapunzina e prova e dettare i tempi che dovranno condurre al nuovo organo statutario dell’ospedale di Cefalù. Il primo cittadino – in una nota inviata al dirigente generale dell’Assessorato regionale sanità – dipartimento pianificazione strategica – dice che occorre fissare un incontro con urgenza per poter definire l’iter che dovrà condurre alla nascita del nuovo assetto statutario dell’ospedale di Cefalù. “L’Amministrazione comunale da tempo sollecita la definizione del nuovo modello organizzativo – continua il sindaco – ma non può non rilevare la necessità che vengano chiariti taluni fondamentali aspetti. Lo schema di statuto, apprezzato dalla giunta di Governo con delibera del 07 marzo 2014, non comporta la semplice modifica del precedente impianto, ma presuppone la costituzione di una “nuova” Fondazione, con cinque soci di parte pubblica. La proposta può trovare accoglimento da parte dell’amministrazione comunale, anche se, specie a fronte dell’impegno finanziario richiesto, risulterebbero inspiegabili sottrazioni di servizi essenziali, quali il “punto nascite”, per il cui mantenimento siamo da tempo impegnati. E’ da ritenere, tuttavia, indispensabile che si compiano gli atti di legge necessari a concludere la gestione passata, con l’accertamento e l’imputazione del disavanzo registratosi. Ciò, perché a nessuno può essere chiesto di cambiare auto in corsa senza sapere quanto carburante c’è nel serbatoio. Al contempo, occorre modificare la previsione statutaria secondo cui le perdite di gestione vanno ripartite tra i soci, perché in contrasto con la normativa sulle Fondazioni, per costante interpretazione della Corte dei Conti. Auspichiamo che vi sia la possibilità di chiarire rapidamente le questioni più importanti, e siamo impegnati a lavorare in questo senso. Noi cercheremo di tutelare al meglio gli interessi della comunità – ha concluso il primo cittadino – il sindacato pensi a tutelare gli interessi dei lavoratori, ivi compresi quelli che, per professionalità nel tempo acquisita, costituiscono l’asse portante del nosocomio e della cui opera ci auguriamo di non doverci privare”.



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