Insieme per l’ospedale

Insieme per l’ospedale
5 novembre 2014

Il blog Quale Cefalù e il giornale telematico Cefalùweb hanno concordato d’indire un’assemblea pubblica, alla quale saranno invitati i Sindaci dei Comuni madoniti interessati, i sindacati della categoria, i dirigenti dell’ospedale e la cittadinanza, per dibattere sull’attuale situazione dell’ospedale di Cefalù, seguita all’allontanamento del San Raffaele e al conseguente pericolo che esso corre di perdere le eccellenze già acquisite e la possibilità di acquisirne altre. Tutto ciò risulta tanto più urgente, se si considera che nuove leggi nazionali e regionali stanno decidendo anche sul futuro del nostro ospedale, che non ha, in questo momento, un’amministrazione in grado di far valere la sua necessità di esistere nell’interesse di un circondario, al quale, per evidenti ragioni logistiche e geografiche, deve garantire assistenza sanitaria per le popolazioni. Anzi, esso sembra destinato a passare dalle eccellenze alle insufficienze funzionali. È privo, infatti, dei primari dei reparti di ostetricia, urologia e medicina interna. A tutto ciò suppliscono lo spirito di sacrificio del personale e il senso di responsabilità del commissario Ferrara e del direttore Virgilio. Ma non basta, però, per evitare che decisioni imposte dall’alto e senza alcun senso di umanità finiscano per trasformarlo in un’infermeria. Un futuro inaccettabile e immeritato, se vi sono reparti come la traumatologia e l’ortopedia, che agiscono a livelli di eccellenza, nonostante il disinteresse della politica in generale e di quella locale. Anzi, questa politica vorrebbe togliere “letti” a Cefalù per cederli al Rizzoli di Bagheria! A tutto ciò dobbiamo porre fine. Dobbiamo far sapere ai politici che del nostro ospedale non possono disporre impunemente, insieme a una burocrazia sorda alle necessità dei cittadini e incompetente tanto quanto basta per fare del male a questi stessi cittadini, quando soffrono. Nel dibattito non mancheranno certamente proposte competenti e di fronte a esse dovranno rispondere i politici, che credono di risolvere i problemi economici italiani, togliendo a coloro che soffrono, ma conservando i propri privilegi.



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