Lapunzina disarmato paladino della legalità

Lapunzina disarmato paladino della legalità
27 novembre 2014

Cefalù, Lapunzina: "inattendibili i dati sul turismo diffusi da Farruggio"Sono trascorsi più di due anni dal maggio 2012, mese in cui Rosario Lapunzina venne eletto sindaco di Cefalù. Un uomo integerrimo il neo sindaco, una persona che ha fatto della legalità il proprio vessillo, intitolando strade alle vittime della mafia e ospitando presso la casa comunale progetti e forum dedicati alla legalità.

Alcuni mesi dopo l’elezione di Lapunzina la procura di Termini Imerese ha aperto un procedimento per “voto di scambio”, avvenuto in occasione delle elezioni comunali del maggio 2012, rinviando a giudizio due persone che avrebbero favorito, durante la campagna elettorale, due candidati, uno a sindaco e l’altro a consigliere, che per convenzione potrebbero essere chiamati Napoleone e Clarinetto, giusto per citare un’opera letteraria.

Nei giorni scorsi si è tenuta la prima udienza del processo, nel quale il comune di Cefalù non si è costituito parte civile, nonostante lo scorso mese di febbraio il consigliere Giovanni Iuppa del movimento Controvento avesse interrogato il sindaco circa l’esigenza di una costituzione di parte civile in tale procedimento a tutela del diritto del cittadino di autodeterminarsi nella scelta elettorale.

I cittadini, se le accuse dovessero ritenersi fondate, sarebbero stati lesi poiché a venir meno sarebbero stati i principi primi della democrazia. Il sindaco pertanto farebbe bene a fornire alla propria cittadinanza opportune risposte, parimenti a quelle che la stessa attende riguardo alla missiva inviata dallo stesso primo cittadino a sua eccellenza il prefetto inerente alle presunte infiltrazioni mafiose nell’affidamento diretto dei lavori pubblici. Ad oggi tutto tace. Il silenzio però, per chi afferma di portare alto il vessillo della legalità, dovrebbe lasciare il campo a rassicuranti risposte.



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