La Lega Nord prepara lo sbarco a Cefalù

La Lega Nord prepara lo sbarco a Cefalù
8 dicembre 2014

salviniromaE’ notizia di questi giorni di un possibile avvicinamento – in linea con gli intendimenti dei vertici del  partito – della Lega Nord a Cefalù. Da alcuni mesi il partito fondato nell’89 da Bossi ha registrato un brusco cambio di rotta con la guida di Salvini. Il giovane segretario infatti ha da qualche tempo manifestato più che un interesse verso il sud Italia ammettendo che i suoi predecessori avrebbero “sbagliato tutto” perché, a sua detta, l’Italia “o si salva tutta o affonda”.
A Cefalù nei prossimi giorni  si potrebbero incontrare l’On Angelo Attaguile, attuale coordinatore della Lega dei Popoli in Sicilia e alcuni esponenti della politica cittadina. Pochi giorni fa, rilasciando una dichiarazione per adnkronos l’uomo di Forza Italia in Sicilia (Miccichè ndr) esprimeva il suo apprezzamento per Salvini: “Matteo Salvini è bravissimo, ma non  vorrei che credesse che i siciliani o tutti i meridionali abbiano  l’anello al naso. Certo, se mi chiamasse ci andrei ma non credo che lo faccia…” Così invece Miccichè si esprimeva sulla possibilità di penetrazione della Lega Nord in terra di Trinacria:  “Se sta facendo questa manovra di avvicinamento  al Sud e alla Sicilia per guadagnare alle prossime elezioni due  deputati in Veneto e in Piemonte, sarebbe davvero squallido”.
Scenari politici ancora in divenire dunque ma con un’unica certezza: se tali attenzioni “nordiste” si osservano scevri da qualunque preconcetto – non prestando attenzione ai vari “celodurismi” e agli slogan di marca leghista che volevano il sud improduttivo e assistenzialista per definizione –  i siciliani e in generale i meridionali potranno dimostrare di poter ricavare qualcosa di positivo anche da questa esperienza, lasciandosi alle spalle “qualche decennio” di provocazioni.
In verità per la Lega c’è già stato un banco di prova in terra sicula: per le scorse consultazioni europee il comune di Maletto (CT) ha visto trionfare i fazzoletti verdi con un perentorio 32,6% di preferenze.
A questo punto non ci resta che sperare – ammesso che tale scenario si concretizzi – sulla bontà di questo avvicinamento a Sud e che non si traduca in un populistico tentativo di cavalcare la  “tigre” dell’indipendentismo siciliano solo per racimolare qualche migliaio di voti.



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