Il dissesto: la “criptonite” di Lapunzina

Il dissesto: la “criptonite” di Lapunzina
18 dicembre 2014

Cefalù è in dissesto. Il sindaco oggi ha diffuso una nota nella quale si parla di una delibera di giunta che avvia la procedura di dissesto, a prescindere dall’esito dell’adunanza che si sta tenendo, in queste ore, presso la Corte dei conti a Palermo. Il destino della città è segnato. Adesso i cittadini potranno guardare al passato annoverando tra gli artefici della disfatta anche l’attuale primo cittadino. Se infatti Lapunzina non si fosse accanito contro un comune malato e avesse dichiarato il dissesto il giorno dopo il suo insediamento la città non avrebbe rischiato di pagare un conto salatissimo e oggi saremmo già a metà del percorso di uscita dal crack finanziario. Infatti i maggiori creditori del Municipio, per le cui ragioni si è arrivati al dissesto, sono gli stessi di quando Lapunzina si è insediato, però i loro crediti oggi sono maggiorati di due anni e mezzo di interessi che invece con una dichiarazione del dissesto fatta nel 2012 si sarebbero bloccati. Per non parlare poi delle migliaia di euro spese per intentare giudizi conto la Corte dei conti e la Prefettura di Palermo davanti al Tar e alla Corte costiutuzionale e per tutti i nuovi giudizi di esecuzione che i creditori hanno mosso nei confronti del comune in questi ultimi due anni e mezzo che non avrebbero avuto motivo di esistere. Adesso il potere passerà nelle mani dei Commissari e al primo cittadino non rimmarrà altro che sfilare con il tricolore nelle cerimonie ufficiali. Resta l’amara considerazione che il consiglio comunale, in particolare l’opposizione, non abbia trovato il coraggio di sfiduciare questo sindaco, piuttosto che essere trascinato di fronte a una delibera di dissesto che presto sarà chiamato a votare. Con le proprie dimissioni invece Lapunzina potrebbe liberarci da altri due anni e mezzo di una politica di divisioni, querele e polemiche, portando gli elettori alla scelta di un nuovo primo cittadino.



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