Il Pedigree: cos’è, a cosa serve e come si ottiene

Il Pedigree: cos’è, a cosa serve e come si ottiene
23 giugno 2015

pedigreeChe cos’è il Pedigree?

Il pedigree è il certificato di iscrizione ai Libri Genealogici che in Italia viene emesso dall’ ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana). L’unico ente attualmente autorizzato dalle leggi italiane a riprodurre tale documento. Su di esso sono annotati i dati identificativi di un cane (nome, sesso, data di nascita e microchip), la razza di appartenenza, la sua genealogia e i dati anagrafici del proprietario e dell’allevatore, e successive vendite. Sul pedigree vengono anche indicati i famosi campioni di bellezza/riproduttori/lavoro, e soprattutto viene indicato l’esito delle lastre ufficiali di anche e gomiti.

A cosa serve?

Molti pensano che il pedigree serva solo a partecipare alle famosissime expo. Niente di più sbagliato. Se quando andate in un “allevamento” vi propongono il cane con superpedigree a 1500 euro, e vi dicono che se non dovete fare expo è disponibile anche il cane senza pedigree a 300 euro non pensateci due volte: scappate, perchè con ogni probabilità il suddetto allevatore è un “cagnaro” che si vuole approfittare della vostra poca cultura cinofila.

caneeeeIl pedigree funge da garanzia sulla selezione del cucciolo: oggi come oggi certifica solo che sono stati utilizzati cani di quella particolare razza, si può risalire a tutta la sua genealogia, spulciare online i pedigree dei genitori/nonni/bisnonni etc. Il pedigree serve agli allevatori coscienziosi ad effettuare tutti quei test genetici per riprodurre cuccioli sani. Oltre che come detto in precedenza ad effettuare le lastre ufficiali per il controllo della displasia di anche e gomiti.

Mettendosi però nei panni dei poco esperti in cinofilia, che vogliono semplicemente un cagnolino bello e da accarezzare, e che non vogliano spendere i famosi 1000 euro dall’allevatore perché non devono fare expo bisogna fare qualche considerazione:  ogni qual volta si compra un cane – e sottolineamo comprare –  da un venditore che non fornisce il pedigree, si alimenta un triste mercato nero, di cani trattati come sforna-cuccioli, di cagnari che fanno accoppiare in continuazione le proprie fattrici e non effettuano test sanitari. Si corre il rischio di generare cuccioli malati, senza contare che generalmente il cagnaro abbandona o uccide i cuccioli che non riesce e vendere, e abbandona le fattrice ormai “inutilizzabili”. Però l’acquirente è certo di avere fatto l’affare della vita, comprando un cane a 300 euro che sembra di razza.

Come si ottiene il pedigree in Italia?

Perché un cucciolo ottenga il pedigree è indispensabile che l’allevatore (inteso come proprietario della fattrice al momento della nascita) presenti:

MODELLO A: da compilare a cura del proprietario della fattrice entro 25 giorni dalla data di nascita della cucciolata e da presentare alla Delegazione ENCI competente per territorio (in cui sono verificabili fattrice e cuccioli):

MODELLO B: modulo per la denuncia di iscrizione di cucciolata, da compilarsi a cura dell’allevatore entro 90 giorni dalla data di nascita dei cuccioli e da presentare alla Delegazione ENCI competente per territorio.

Solo in questo modo il cucciolo verrà iscritto al ROI. Naturalmente entrambi i genitori (stallone e fattrice) devono avere il pedigree.

 

 

Se non si vuole o non si può spendere dei soldi per l’acquisto di un cane con il pedigree, il consiglio è solo uno: non vi gettate in pasto a questi pseudo allevatori, ci perderete solo voi e il vostro cucciolo. Piuttosto adottate, i canili sono pieni.

 

Pietro Alessio Pollari



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