Diego Torre: In migliaia alla Marcia per la Vita e la Famiglia

20 maggio 2016

palermo-marciavitaDalle associazioni pro vita ai gruppi scout, dalle comunità evangeliche agli alunni delle scuole paritarie, in migliaia il 14 maggio hanno invaso il centro di Palermo per la Marcia per la Vita e la Famiglia. Hanno preso parte al corteo 94 tra chiese pentacostali, parrocchie, associazioni e movimenti, religiosi e laici. Un fiume di gente, soprattutto giovani e giovanissimi, ha percorso l’asse principale della città al grido di Vita-Famiglia-Educazione con canti, slogan, musiche e rulli di tamburi, che hanno accompagnato il corteo colorato.

Dalla piattaforma mobile, ad aprire la manifestazione Diego Torre, portavoce del Forum “Vita Famiglia Educazione”. “Siamo qui – ha detto – per difendere valori fondamentali e per richiamare l’attenzione della politica sulla famiglia e sulla vita.” Il Forum “Vita Famiglia Educazione” ha infatti presentato una serie di richieste concrete alle istituzioni e alla classe politica: dall’istituzione del garante regionale per la famiglia alla reintroduzione del buono scuola; dall’introduzione del fattore famiglia ai finanziamenti alla scuola paritaria per l’infanzia; dalla valorizzazione delle realtà di volontariato alla libertà delle famiglie di non subire l’ideologia gender nelle scuole. Sul palco anche il pastore della Chiesa pentecostale “Parola della Grazia” Gioacchino Porrello: “Tutto quello che Dio inventa e disegna è eterno. Dio ha creato la famiglia. E la famiglia non si deve toccare. Vedo tanti giovani che vogliono un futuro migliore; e che il disegno di Dio vada avanti!”. Don Fortunato Di Noto, presidente dell’associazione Meter, campione della lotta alla pedofilia, ha sottolineato che “distruggere la famiglia è una precisa scelta ideologica. Mi spaventa – ha detto don Di Noto – che tutto diventi ideologia. Tutto rischia di diventare un concetto antropologico: dalla famiglia al rispetto dei bambini”. Presente anche Massimo Gandolfini, portavoce nazionale del comitato “Difendiamo i nostri figli”, organizzatore del “Family day” del 30 gennaio scorso a Roma. “C’è una lobby internazionale che vorrebbe una colonizzazione ideologica anche in Italia. Siamo stufi di essere la maggioranza silenziosa. Dobbiamo diventare una cittadinanza attiva. Tutti noi siamo chiamati a partecipare a questa missione”.

Il corteo composto da più di 5000 partecipanti, aperto al suono dello shofar, era preceduto dal classico trenino ricolmo di bimbi, e da tante carrozzine; alcune con passeggero a bordo, altre drammaticamente vuote a denunciare il crollo demografico della nostra nazione. Fra canti, musiche e slogan, esso ha attraversato il centro cittadino e si è pacificamente e gioiosamente concluso ai piedi del teatro Massimo.
Subito a seguire, una S.Messa è stata celebrata dai sacerdoti presenti in una chiesa vicina, e poi la Festa della Famiglia, con mimiche, canti e distribuzione della focaccia, simbolo quotidiano e semplice della realtà familiare.
L’evento ha ricevuto messaggi di incoraggiamento e benedizioni da Papa Francesco, dai cardinali Burke e De Giorgi, dagli arcivescovi Lorefice, Negri e Pennisi, e dai vescovi Vigo, Bommarito, Schneider, Raspanti, nonchè il patrocinio del comune di Palermo e della Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Esso è stato preceduto da una settimana di eventi minori (mostre, studi, momenti di preghiera, conferenze, un concerto) a cura delle diverse associazioni promotrici. Inoltre il prof. Gandolfini nelle 24 ore precedenti ha incontrato in due distinte occasioni centinaia di persone, l’indomani ha vissuto un altro bagno di folla in un convegno a Catania, per poi confrontarsi sulla Pentecoste con centinaia di giovani della diocesi.
Buono l’eco sui media locali e nazionali: Libero, TG3, TGS, Giornale di Sicilia, Repubblica oltre a diverse decine giornali online e siti internet.

Questa manifestazione esprime con forza il disagio di tantissima parte del popolo italiano per il disinteresse del mondo politico e l’offensiva della cultura dello scarto e della morte. Come ha recentemente dichiarato il cardinale Bagnasco, “non si comprende come queste affermazioni, tanto chiare di Papa Francesco, ribadite a più riprese dai vescovi, passino costantemente sotto silenzio, come se mai fossero state pronunciate o scritte.” Sicuramente perché politicamente scorrette. Ma esiste un dovere di coscienza che spinge l’uomo a promuovere la verità a qualunque costo; e Papa Francesco lo sa e lo dice, ma chissà perché nessuno se ne accorge. “ La persecuzione, io direi, è il pane quotidiano della Chiesa. Gesù lo ha detto. … c’è un’altra persecuzione della quale non si parla tanto”, “travestita di cultura, travestita di modernità, travestita di progresso”. “È una persecuzione – io direi un po’ ironicamente – ‘educata’. E’ quando viene perseguitato l’uomo non per confessare il nome di Cristo, ma per voler avere e manifestare i valori di Figlio di Dio. E’ una persecuzione contro Dio Creatore nella persona dei suoi figli! E così vediamo tutti i giorni che le potenze fanno leggi che obbligano ad andare su questa strada e una nazione che non segue queste leggi moderne, colte, o almeno che non vuole averle nella sua legislazione, viene accusata, viene perseguitata educatamente. E’ la persecuzione che toglie all’uomo la libertà, anche della obiezione di coscienza!”

Diego Torre



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