Dalla collaborazione di Presti e Cappellani
Atelier sul Mare, apre la stanza blu

21 giugno 2016

IO sono il blu - entrata Sabato 25 giugno alle 16 sarà inaugurata la nuova stanza dell’Atelier sul Mare, il museo albergo d’arte contemporanea a Castel di Tusa: “IO SONO IL BLU” è un’immersione nel colore e nell’aria, una visione che dona pace e tranquillità, un vuoto blu, riempito solo dalle parole che avvolgono e accarezzano il corpo. La stanza sarà inaugurata nell’ambito de “Il Rito della Luce”, lo straordinario percorso di politica della Bellezza e della Conoscenza, che ritorna puntuale come ogni anno nei giorni del Solstizio d’Estate. Stavolta l’appuntamento per il viaggio dell’anima verso la Piramide del 38° parallelo è fissato tra oggi (21 giugno) e domenica (26 giugno). Da stamattina alle 10, la Piramide sarà aperta al pubblico.

Sabato quindi, sarà inaugurata la nuova stanza dell’Atelier sul Mare: IO SONO IL BLU è frutto della collaborazione pluridecennale tra il mecenate Antonio Presti e lo scrittore Ottavio Cappellani e rappresenta un “filo blu” tra un testo – scritto 11 anni fa, in occasione della protesta che vide Presti “chiudere simbolicamente” la “Finestra sul mare” di Tano Festa – e l’oggi. “Come allora ci affidammo al Rito, alle parole e alla condivisione come strumento di protesta e di riconoscenza – spiega Cappellani così oggi avvertiamo il desiderio di rinnovare quel momento per parlare del presente e proiettarci verso il futuro. La stanza è simbolo di rigenerazione e resilienza”. Oltre al testo “Io sono il blu” – affisso su una delle pareti – , lo scrittore ha voluto far nascere un nuovo scritto, che i visitatori potranno trovare tra le lenzuola del letto IO SOno IL BLU 4posto al centro della stanza.

“Il blu, il dormire, il Niente, lo Spazio, il Vuoto. E’una stanza dedicata al Tempo e allo Spazio, la vedo come una capsula spaziale”, dice Cappellani. La stanza tutta blu è colma di luce, ogni oggetto o complemento – luci, applique, grucce, mobili, specchi – è avvolto dal colore: un’immersione a 360 gradi che conduce d uno spazio esterno; qui, sotto una cupola che richiama il cielo, un secondo letto, rivolto verso il mare, restituisce un’altra visione di quell’”essere” blu.



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