Siamo fieri di voi!

2 luglio 2016

italiaUn quarto di finale di un campionato europeo è di per sé una partita che può a lungo rimanere negli annali. Se questo quarto di finale è Italia-Germania, si può fare a meno anche di utilizzare il periodo ipotetico. Italia-Germania significa la partita del secolo di Messico ’70, ma pure il tre volte “Campioni del mondo” di Spagna ’82, e più recentemente il 2 a 0 in casa loro del 2006, con Grosso che non ci crede e Del Piero che, nello stadio in cui è diventato grande, ci crede eccome. Il 2 luglio 2016, a Bordeaux, è tempo di scrivere un’altra pagina di storia.

minutoL’Italia deve fare a meno di De Rossi, acciaccato, e del suo naturale sostituto Thiago Motta, squalificato, ed è quindi Parolo ad impossessarsi della cabina di regia, con l’inserimento di Sturaro mezzala. Assente, per la seconda partita di fila, anche Candreva. Il 3-5-2 di Conte è quindi confermato in  toto in difesa ed in attacco, con il capitano Gigi Buffon a guidare i suoi, e, subito davanti, la BBC, Barzagli, Bonucci e Chiellini, finora impeccabile; a centrocampo, da destra a sinistra, Florenzi, Sturaro, Parolo, Giaccherini e De Sciglio; in avanti Eder e Pellè. Low invece stupisce tutti, schierando quasi a specchio la Germania; Neuer in porta; Howedes, Boateng e Hummels in difesa; Kimmich, Khedira, Kroos, Ozil e Hector a centrocampo; Muller e Gomez di punta.

khedira ederPrima del fischio d’inizio dovrebbe essere rispettato un minuto di silenzio in onore delle vittime italiane di Dacca, ma fra la commozione degli azzurri, in campo e sugli spalti di Bordeaux, il silenzio si trasforma in applausi. Le squadre, come rimarcato dallo schieramento a specchio della Germania, si rispettano, e così i primi 15 minuti diventano totale studio. La prima nota del match è l’infortunio di Sami Khedira, apparso in buone condizioni, sostituito da Schweinsteiger. Primo brivido al minuto 19, con Hummels che d’esterno d’estro lancia splendidamente Gomez, che però aggancia male. L’Italia fatica ad uscire, ma il possesso dei tedeschi è ben controllato, e non preoccupa più di tanto la retroguardia azzurra, ed un Parolo che non dimostra alcun timore reverenziale. Un brivido, in realtà, arriva al 25esimo minuto, con Schweinsteiger che di testa deposita in rete, ma Kassai, giustamente, annulla per una netta spinta su De Sciglio.giak Anche sull’altro fronte, in realtà, seppur Eder e Pellè appaiano combattivi, il trio tedesco non soffre più di tanto. Solo alla mezz’ora, il positivo Parolo imbecca De Sciglio, che grazie soprattutto al buco di Kimmich, raggiunge il fondo e non trova Giaccherini sol per merito del gigante Boateng. Giaccherinho, come al solito, si da da fare, creando, con la sua imprevedibilità i maggiori grattacapi della prima mezz’ora di gioco, anche se definirli veniali è già tanto. Stesso aggettivo può essere utilizzato per la pericolosità del colpo di testa, alto, di Gomez al quarantesimo, anche se l’anticipo su Bonucci è meritevole quantomeno di un bravo. Decisamente più pericoloso, tre minuti più tardi, è il batti e ribatti che costringe Buffon alla prima parata, seppur semplice, su Muller, in un’occasione in cui non si possono che tessere le lodi di Hummels. Sul capovolgimento di fronte arriva la prima grandissima palla gol per l’Italia: Giaccherini (non lo prendono mai), controlla male ma crossa uguale, Neuer allontana, e Sturaro, che già pochi mesi fa gli fece gol, arriva di gran carriera e calcia alla grande. Il piedone di Boateng strozza in gola l’urlo degli azzurri. Finisce in crescendo, quindi, un primo tempo tutto sommato combattuto.

buffonLa ripresa inizia con gli stessi 22 effettivi e con gli azzurri che dopo due minuti avrebbero a disposizione una potenziale palla gol, ma Eder, servito da De Sciglio, che pare tornato il giocatore considerato nuovo Maldini (N.B. ha solo 24 anni), non è lucidissimo e viene rimontato. Al minuto 54 dopo un asfissiante tiki taka difensivo, Florenzi perde un pallone pericolosissimo che Gomez apparecchia a Muller, ma lo stesso Florenzi, con una specie di miracolo, salva in angolo, anche se la traiettoria sarebbe stata comunque leggermente imprecisa. Dal seguente calcio d’angolo Boateng, dalla distanza, calcia alto. Al 55esimo minuto Sturaro, per proteste, si becca il primo cartellino giallo della partita. Un minuto dopo De Sciglio, lui diffidato, stecca e si becca ammonizione e squalifica. E visto che non c’è due senza tre, passa poco e pure Parolo si iscrive alla lista dei cattivi. Finiti i 5 minuti di lotta libera, si torna a giocare al calcio, e Parolo, al 62esimo, cerca gloria con un sinistro impreciso dai 20 metri.
ozil Al minuto 64 cambia la partita: Gomez, sulla sinistra, lavora meravigliosamente il pallone, lo serve all’accorrente Hector, il cui cross, smorzato da Bonucci, arriva a Ozil, che di sinistro fredda Buffon portando in vantaggio la Germania. L’Italia sembra disunirsi e 4 minuti dopo la Germania va vicina al chiuderla: il solito Gomez difende palla e, mentre si prepara al colpo di tacco, viene anticipato da Chiellini, il cui tentativo di salvataggio è però destinato imparabilmente sotto la traversa. Ma non usiamo certi termini con Buffon. Miracolo del portiere più forte del mondo e partita viva. Al 72esimo lo stesso Gomez alza bandiera bianca e, colto da problemi muscolari, lascia il campo a Draxler. Un paio di minuti dopo ecco la prima palla gol per bomber Pellè: ancora De Sciglio la mette dietro bassa, ed il nostro nove alza di poco sopra la traversa il sinistro di prima intenzione. Al 76esimo minuto nuova svolta: Florenzi di sinistro la rimette dentro dopo un bonuccicalcio d’angolo ribatutto, Chiellini spizza, Boateng la prende con la mano. Calcio di rigore. Dal dischetto va Bonucci. Più freddo che mai. E’ 1 a 1. Il gol ci da forza, e in contropiede Florenzi-Eder-Pellè disegnano un triangolo che non risulta perfetto sol perchè il nostro centravanti si vede smorzare la conclusione (non irresistibile) in angolo. All’86esimo minuto Conte muove la panchina azzurra col primo cambio: lo stantuffo Florenzi si arrende ai crampi e lascia il posto a Darmian. Due minuti dopo è ancora un grandissimo De Sciglio che si accentra dalla sinistra, e lascia partire un gran destro che esce di poco. All’89esimo Hummels, diffidato, ferma la ripartenza di Eder beccandosi il cartellino giallo. Nei tre minuti di recupero la Germania alza il ritmo provando ad evitare i tempi supplementari, ma la BBC è un muro e prolunga la gare all’extra time. D’altronde, è Italia-Germania.

parolo pelleNeanche il tempo di iniziare i supplementari e ci troviamo con un altro ammonito fra i diffidati: Graziano Pellè. Ma tant’è, la partita con la P maiuscola, per il momento, è questa. Col passare dei minuti ci si interroga seriamente sulla quantità di polmoni di Eder. Credetemi, due sono troppo pochi. Inutile, invece, porsi domande su Barzagli, Bonucci e Chiellini, giocano così come cantavano Domingo, Carreras e Pavarotti. Giaccherini sul finale, prova ad andar via in slalom, ma Kassai valuta simulazione il suo atterramento ed estrae il quinto giallo per gli azzurri. Senza sussulti degni di nota finisce così il primo tempo supplementare. Si cambia campo ed è subito brivido: Barzagli non riesce ad allontanare e Draxler in girata la manda alta. Subito dopo entra Insigne al posto di un Eder, chiaramente distrutto dalla fatica. Attimo di defaillance dopo il primo tentativo di tiro dello scugnizzo: contropiede tedesco, per nostra fortuna, mal gestito. Al 112esimo ammonizione per Schweinsteiger, che rifila una manata (involontaria?) a Sturaro. Torna a vedersi Neuer, che prima blocca un tiro cross di Insigne e poi rischia di combinare la frittata rinviando addosso a Kassai, che si fa perdonare fischiando fallo…quando il buon senso prevale sul regolamento. La tensione si taglia a fette, e la paura che il 2006 venga vendicato con la stessa moneta è tanta. Ma Buffon deve solo solleticarsi le mani sul sinistro di Ozil. E’ Insigne, piuttosto, all’ultimo minuto, a provare la gran giocata, ma finisce con un nulla di fatto. Al 120esimo Conte prepara i rigori: esce Chiellini ed entra Zaza. L’arbitro fischia tre volte. Si va ai calci di rigore.

Insigne è il primo e spiazza Neuer; Buffon intuisce su Kroos, ma il destro del centrocampista è troppo preciso; Zaza lo calcia alle stelle, ma Buffon rimedia, parata su Muller; Barzagli e freddo e ci riporta avanti; e avanti ci restiamo perchè Ozil colpisce il palo; Pellè però vanifica la chance dell’allungo tirando fuori, e Draxler pareggia i conti; Neuer stavolta para su Bonucci, ma Schweinsteger spreca il match ball tirando alto. Si va ad oltranza e va Giaccherini fa gol, lo stesso, col brivido, Hummels; la botta centrale di Parolo ci riporta avanti, Buffon intuisce su Kimmich ma è ancora gol; De Sciglio fa clamorosamente traversa-gol facendo venire l’infarto a mezza Italia e forse più, ma non finisce mai e anche Boateng è perfetto; tocca quindi a Darmian, ma Neuer intuisce e respinge; Buffon invece no, ed Hector porta la Germania in semifinale.

Usciamo dall’Europeo ai quarti di finale, contro la nazionale campione del mondo in carica. Lo facciamo nel modo più beffardo che esista, dagli undici metri. Usciamo con le lacrime agli occhi. Ma usciamo a testa alta, più che mai, fieri di voi.

Angelo Giordano



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