A Caltavuturo un impianto per il trattamento a freddo dei rifiuti

A Caltavuturo un impianto per il trattamento a freddo dei rifiuti
4 ottobre 2016

La Società Regolamentazione Rifiuti SRR Palermo est, di cui fanno parte obbligatoriamente il Comune di Caltavuturo assieme ad altri 31 Comuni dell’area Termini Madonie, ha individuato un sito in territorio di Caltavuturo contrada Gangitani poco prima di Tremonzelli, d’intesa con i proprietari del terreno, per la creazione di un Polo Impiantistico al servizio dei 32 Comuni in questione per il trattamento a freddo dei rifiuti con separazione delle varie componenti (umido, carta, cartone, plastica, vetro, alluminio ecc).

La produzione di rifiuti in questi Comuni è pari a 75.000 tonnellate annue. Il prodotto finale di questo trattamento sarebbe la selezione di materiale nobile della frazione secca, la produzione di compost dalla frazione umida per l’utilizzo in floricultura, vivaismo e l’agricoltura in genere, la produzione di biogas metano dopo il trattamento in assenza di ossigeno (cosiddetta digestione anerobica) dell’umido. Il biogas metano potrebbe essere messo in rete o utilizzato per l’alimentazione dei veicoli a metano. Oppure ancora il biogas potrebbe essere trattato per produrre energia elettrica. Alla fine di tutto questo rimarrebbe un’esigua quota di rifiuti (circa il 5%-10%) da portare nella discarica di Balza di Cetta in territorio di Castellana.

Tutta l’impiantistica e l’intero processo produttivo dovrebbero essere allocati e svolgersi dentro capannoni al chiuso. L’area dell’impianto dovrebbe essere circondata da siepe alta e alberi di alto fusto. L’impianto per come è congegnato non da luogo alcuno a cattivi odori né ad emissioni oltre i valori minimi per essere considerati nella gamma delle emissioni inquinanti.
Secondo l’amministrazione comunale di Caltavuturo guidata dal sindaco Giannopolo, i riflessi positivi sulla popolazione potrebbero essere rilevanti; si parla infatti di un canone di mitigazione ambientale da versare nelle casse comunali pari a 3 euro a tonnellata di rifiuto trattato, l’occupazione diretta di svariate unità di personale, il venir meno dell’esigenza di trasportare i rifiuti al termovalorizzatore coi relativi costi, e una riduzione dei costi con effetti diretti sulla bolletta TARI.

La creazione del polo impiantistico che in ogni caso dovrà essere sottoposto al parere degli organi competenti (pareri igienico- sanitari, valutazioni di impatto ambientale, pareri amministrativi, controlli di legalità) dovrebbe essere accompagnata da un sistema di garanzie e di controlli che veda partecipi i cittadini e che comunque recepisca osservazioni e paletti nel merito del progetto e della gestione dell’impianto, da parte del Comune di Caltavuturo, quali ad esempio la limitazione di produzione di energia dal biogas al solo fabbisogno dell’impianto, la riduzione della digestione anaerobica della frazione umida a non più di 30.000 tonnellate e altre prescrizioni che potrebbero essere avanzate dalla comunità caltavuturese. La problematica qui esposta è stata finora discussa dal Consiglio comunale in una prima battuta, da un Comitato civico che si è riunito per 4 sedute con la presenza dei vertici della SRR. La problematica sarà ulteriormente oggetto di approfondimento nella assemblea cittadina convocata dall’amministrazione comunale per sabato 8 Ottobre alle ore 18.00 al salone convegni di Palazzo Bonomo. Parteciperanno tecnici esperti ai quali potranno essere rivolte domande e chiarimenti.



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