Chiuso il G7, ricominciano gli sbarchi

Chiuso il G7, ricominciano gli sbarchi
29 maggio 2017

Dato che è finito il G7 a Taormina, riprendono gli arrivi dei migranti sulle coste siciliane e dove nonostante le strutture sono sovraccariche, non si placa il flusso migratorio di donne,uomini e bambini. Ieri al porto di Palermo ne sono arrivati 1042 con sette cadaveri tra cui due ragazzi. Questo fa capire quanto importante e drammatica sia la situazione di tanta gente che si allontana dalla propria terra, anche inconsciamente e con tante speranza che a volte non si concretizzano. A Pozzallo nè sono arrivate 1047, mettendo a dura prova tutto il sistema di controllo, strutture e forze dell’ordine, con rischi e incolumità personali da mettere in preventivo, per non parlare di rischi sulla salute stessa.
Diversi comuni e strutture sono sull’orlo del collasso con sindaci che non mettono più a disposizione nemmeno il minimo del posto letto, visto che il Governo non riesce più ad ottemperare tale supporto , lasciando l’emergenza a chi li ospita, nonostante si possa sempre parlare di aiuto umanitario, solo a parole e non con i fatti. Certamente, da qui in avanti le condizioni meteo possono favorire un aumento maggiore di sbarchi e questo preoccupa maggiormente chi è soggetto a ricevere l’afflusso di tanta gente. Quelli arrivati a Palermo provengono maggiormente dalla zona del Maghreb, tra cui molti bambini, ove Polizia, Guadia Costiera e Caritas hanno avuto il da fare, distribuendo viveri, indumenti e bare per le sette salme.
Cause ancora da chiarire per i morti e a cui i medici legali faranno i dovuti accertamenti e dove successivamente saranno sepolti a Palermo, con una parte dei tratti in salvo, che saranno trasferiti in province e strutture di comunità alloggio, e parte fuori dalla Sicilia. Rabbia e sgomento per tanti ragazzi e minori che vengono abbandonati, con scelte genitoriali che lasciano una libera interpretazione, separandoli dall’affetto materno nella speranza di una maggiore sorte tra guerra e miseria che ormai avvolge tanti paesi di Eritrea,Ghana e Somalia.

Antonio David



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