Assenteismo al Comune di Termini Imerese, 23 “furbetti” nei guai

Assenteismo al Comune di Termini Imerese, 23 “furbetti” nei guai
11 settembre 2017

Assenteismo al Comune di Termini Imerese. La Polizia di Stato di Termini Imerese e i Carabinieri di Termini Imerese hanno eseguito l’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, emessa dal Gip del Tribunale di Termini imerese, Stefania Gallì, nei confronti di quindici dipendenti del Comune di Termini Imerese. La misura è stata disposta nei confronti dei dipendenti comunali indagati per i reati di falsa attestazione di servizio e truffa, in concorso.

Le indagini di polizia giudiziaria hanno consentito di rilevare che i dipendenti comunali denunciati, mediante artifici e raggiri, inducevano in errore il comune di Termini Imerese circa la loro effettiva presenza in servizio. Oltre agli impiegati comunali raggiunti dalla misura cautelare, risultano indagati per i medesimi reati, altri sette dipendenti comunali, che come gli altri erano soliti “timbrare” per altri colleghi o affidare il loro badge ad altri per la timbratura, assentandosi dalla sede di lavoro. Veri e propri “furbetti del cartellino”.

Un altro impiegato, individuato dagli investigatori nella medesima indagine, era già stato raggiunto, nel marzo scorso, da una ordinanza interdittiva emessa su richiesta della Procura di Palermo, competente per la particolare condotta illecita rilevata, che ne disponeva la sospensione dal servizio per sei mesi. Quest’ultimo, sfruttando le sue conoscenze informatiche, si introduceva nel sistema informatico del comune e modificando l’orario del terminale di rilevazione delle presenze, inseriva, in qualunque momento della giornata, la timbratura corrispondente all’orario di effettivo inizio o fine lavoro, allontanandosi ingiustificatamente o ritardando il suo arrivo in ufficio.

Gli altri dipendenti comunali, invece, molto più semplicemente, si accordavano per timbrare a turno, scambiandosi i badge personali. Una prassi evidentemente diffusa all’interno del municipio: un caso analogo si era avuto anche due anni fa, quando cinque dipendenti erano stati sospesi per le medesime ragioni.



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