Guerra all’autovelox Scout speed, esemplare sentenza del giudice di Termini Imerese

Guerra all’autovelox Scout speed, esemplare sentenza del giudice di Termini Imerese
3 agosto 2018

E’ guerra agli autovelox non segnalati. Vero è che gli automobilisti sono spesso indisciplinati, ma è altrettanto vero che le strade sono diventate una sorta di giungla dove chi guida è ormai una facile preda per poter battere cassa. E’ destinata a fare giurisprudenza la sentenza del giudice di Pace di Termini Imerese, Luigi Fortunato, che ha accolto il ricorso di un automobilista di 74 anni di Petralia Sottana che aveva preso una multa per eccesso di velocità nei pressi di Altavilla Milicia. A rilevare l’infrazione era stata, sulla statale 113, la polizia municipale con un dispositivo Scout speed, un autovelox montato a bordo di mezzi in movimento.

Il giudice ha accolto il ricorso e annullato il verbale perché la presenza dell’apparecchio elettronico non era segnalato e non c’erano i cartelli necessari che indicassero il rilevamento della velocità. La multa era di 105 euro. L’automobilista è stato difeso dall’avvocato Elisabetta Frangipane.

La circolare del Ministro degli Interni del 7 agosto 2017, ha ribadito il legale, impone l’obbligo di rendere perfettamente visibile ogni postazione automatica per il rilevamento della velocità, indicandola in maniera evidente tramite un segnale con il simbolo del corpo di polizia che le gestisce (250 metri autostrade e strade extraurbane principali, 150 metri strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento, 80 metri sulle altre strade).

 



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