Prostituzione a Cefalù: nuovi dettagli dal ‘bunga bunga’ cefaludese

Prostituzione a Cefalù: nuovi dettagli dal ‘bunga bunga’ cefaludese
31 gennaio 2019

Nuovi dettagli emergono dall’inchiesta che i Carabinieri della Compagnia di Cefalù hanno denominato “Bunga Bunga”.

Andavano avanti da maggio 2016 le indagini riguardanti il fiorente giro di prostituzione di Cefalù.
Conclusa la fase preliminare, la procura di Termini Imerese ha individuato tre indagati, due donne e un uomo che dovranno rispondere a vario titolo di favoreggiamento alla prostituzione.

Da quel che sembra le abitazioni adibite a postribolo potrebbero essere molto più di due – oltre a quelle individuate in via Umberto I e via Cavour – e dislocate in tutti i quartieri della cittadina. Velocissimo il turnover, sia delle ragazze che delle abitazioni.

A gestire gli affari erano in tre, un sessantottenne italiano e due colombiane – adesso tutti indagati.

Sembrerebbe che il sessantottenne avesse avuto il ruolo di reperire e mettere a disposizione gli appartamenti.

Prostituzione a Cefalù: nuovi dettagli dal 'bunga bunga' cefaludeseLe due sudamericane, invece, pare, svolgessero attivamente il ruolo di maitresse. Erano giovanissime le ragazze che mercificavano il proprio corpo, tutte provenienti dall’America Latina.

Le due donne, accusate di favoreggiamento e sfruttamento, oltre a occuparsi del ricambio delle ragazze – tutte giovanissime e per lo più colombiane – pare fossero solite frequentare determinati locali del centro storico dove avrebbero svolto un ruolo da procacciatrici d’affari per le giovani che attendevano i propri clienti in luoghi più sicuri e appartati. La più gettonata era conosciuta con lo pseudonimo di ‘Perla’.


Durante le indagini si è fatto ricorso anche a intercettazioni ambientali, utili a svelare le dinamiche degli appuntamenti e a confermare quanto la clientela fosse trasversale: frequentavano operai, studenti e liberi professionisti. I militari hanno registrato rapporti sessuali anche di gruppo. Gli habitué sono stati intercettati mentre si trovavano dentro le abitazioni messe a disposizione dal terzo indiziato, un uomo di 68 anni.
La parola adesso passa alla Magistratura che valuterà se rinviare a giudizio i tre indagati.



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