Apologia di Sanremo

Apologia di Sanremo
4 febbraio 2019

Atteso come i mondiali, ma con la certezza della qualificazione, seguito come i più gettonati influencer ma sullo schermo della TV, amato da tanti e odiato da molti altri per le medesime ragioni, resta comunque l’evento musicale italiano dell’anno: è Sanremo.

Tuttavia, ogni anno il Festival è oggetto di critiche e viene bersagliato su più fronti: dai nostalgici, ai complottisti dell’ultim’ora, a chi considera il canone Rai pressapoco un’estorsione. In un contesto politico nuovo e a tratti bizzarro, Sanremo ha già fatto parlare di sé per i poco velati dibattiti tra il suo conduttore e direttore artistico Claudio Baglioni e l’onnipresente ministro Matteo Salvini: sì, il tema era quello dell’accoglienza. Pace fatta con una telefonata poi, ma è proprio per la validità dell’evento che scattano tutti come molle se le parole vengono pronunziate dall’Ariston.

Non potrebbe essere altrimenti per un programma che non è solo un concorso musicale, ma anche show e intrattenimento. Certo, Sanremo è cambiato: da un po’ di tempo a questa parte, per esempio, è stato abbandonato lo stereotipo del conduttore uomo affiancato da prime donne scelte per la forma più per il contenuto. Il Festival ci ha abituato poi a nomi di spicco, personaggi amati prima di tutto dal pubblico e di cui si riconosce lo spessore a prescindere dai gusti (Maria De Filippi docet).

Quest’anno saranno Claudio Bisio e Virginia Raffaele a formare il trio di conduzione con Baglioni: se dal primo ci si attende tanta satira, potrebbe essere la Raffaele a stupire tutti, magari senza vestire i panni delle sue più esilaranti imitazioni, come nella trascorsa esperienza all’Ariston. Di certo, i due piacciono. Sanremo deve molto anche alla sua ritrovata trasversalità: nessuno è rimasto stupito dalla copiosa presenza di gruppi e cantanti di provenienza indie, per esempio.

Motta, Ex-Otago e Zen Circus potrebbero tenere alta la bandiera del genere, oppure cementificarne il definitivo inglobamento al pop. Occhio al cantante trap, Achille Lauro. Nella prima serata di martedì 5 febbraio ascolteremo tutte e 24 le canzoni in gara, 12 mercoledì, le altre 12 giovedì; venerdì attesa la serata duetti che non verterà più su arrangiamenti di brani famosi, ma degli stessi pezzi in gara in versione aumentata grazie agli incroci di voci e stili garantiti dagli ospiti.

Sanremo è già sbarcato sui social: un nuovo modo di seguire il Festival. Mentre i commentatori attivi ci daranno dentro con impietosi ma veri Tweet, le immagini più curiose passeranno da Instagram. Sicuri i trend topic durante le dirette che confermano con certezza che davvero “tutti amano Sanremo”.

Sofia D’Arrigo

 



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