Le Madonie puntano sui Distretti del cibo: cosa sono e come funzionano

Le Madonie puntano sui Distretti del cibo: cosa sono e come funzionano
18 febbraio 2019

Ai nastri di partenza i Distretti del Cibo siciliano. Il GAL Madonie si prepara a partecipare a una nuova scommessa voluta dall’Assessore per l’Agricoltura Edy Bandiera che ha firmato il decreto di individuazione dei Distretti in via di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia.

I Distretti del cibo sono uno strumento e un modello per valorizzare l’agroalimentare italiano che il Mipaaf promuove ed estende dallo scorso anno. L’argomento è stato oggetto di riflessione nell’assemblea del GAL tenutasi giovedì 14 febbraio nell’aula consiliare del Comune di Castellana Sicula. La volontà unanime di tutti i soci presenti è quella di non farsi trovare impreparati di fronte a questa opportunità.

Il processo passa attraverso le Regioni e le Province autonome, che riconoscono un territorio come Distretto del cibo e lo comunicano al Mipaaf, che provvede poi a inserirlo in un apposito Registro nazionale dei Distretti del Cibo. Il territorio che è riconosciuto come tale ottiene vantaggi in termini di sinergie e network, possibilità di ottenere finanziamenti e acquisizione di un maggiore appeal anche in termini turistici.
“Il GAL, sia come struttura sia come partenariato – afferma il presidente Santo Inguaggiato –  è pronto per questa nuova sfida nella quale cogliere tutte le opportunità di promozione del territorio e delle sue produzioni. Organizzeremo incontri per approfondire i termini del provvedimento e rendere protagonisti gli operatori incrociando altri strumenti già attivi o disponibili”

I Distretti avranno un ruolo strategico nello sviluppo e nella promozione territoriale, saranno utili alla salvaguardia del paesaggio rurale e favoriranno l’integrazione tra le diverse attività agricole e agroalimentari di qualità anche mettendo insieme filiere agroalimentari con altre filiere produttive. Tali produzioni aderiscono ai regimi riconosciuti quali DOC, IGT, DOP, IGP, ecc…. Ogni Distretto del cibo dovrà operare nell’ambito di uno o più processi produttivi all’interno delle filiere elencate nel decreto: agrumicola, cerealicola, della frutta secca, delle piante officinali, olivicola, mielicola, delle carni, dei formaggi e tante altre.

Potranno costituirsi in “Distretto” gli imprenditori agricoli, singoli o associati, le imprese che operano nel settore agricolo e agroalimentare, le società cooperative, le organizzazioni di produttori, associazioni di categoria, imprese del settore ittico e della pesca, imprese che operano nel settore della ricettività turistica, organizzazioni che operano nel settore della promozione del territorio ai fini della valorizzazione del patrimonio monumentale, naturale e paesaggistico, Gruppi di Azione Locale ed enti pubblici.

Definiti i distretti tutti coloro che ne faranno parte dovranno sottoscrivere un “Accordo di Distretto” finalizzato a rafforzare la promozione, la sostenibilità ambientale e la crescita socio economica dell’intera area territoriale. L’accordo che sarà formalizzato dovrà anche riportare gli obiettivi, il programma e soprattutto i risultati attesi. Il passo successivo a tutto ciò sarà l’avvio da parte dell’Assessorato Agricoltura siciliano della procedura di riconoscimento dei Distretti che saranno comunicati al Ministero delle Politiche agricole per essere inseriti nel Registro nazionale dei Distretti del Cibo. Ciò consentirà di accedere, attraverso bandi nazionali, al finanziamento, con fondi statali, di progetti di valorizzazione dei territori.



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