I parassiti, un problema degli amici a 4 zampe

I parassiti, un problema degli amici a 4 zampe
27 febbraio 2019

Questo mese, volevamo fare un focus sulle più comuni forme di parassitosi dei nostri amici a quattro zampe.

Il parassitismo è una forma di interazione biologica, generalmente di natura trofica, fra due specie di organismi di cui uno è detto parassita e l’altro ospite.

Le proprietà che identificano in generale un rapporto di parassitismo sono le seguenti:

  • Il parassita è privo di vita autonoma e dipende dall’ospite a cui è più o meno intimamente legato da una relazione anatomica e fisiologica obbligata.
  • Il parassita ha una struttura anatomica e morfologica semplificata rispetto all’ospite.
  • Il ciclo vitale del parassita è più breve di quello dell’ospite e si conclude prima della morte dell’ospite.
  • Il parassita ha rapporti con un solo ospite che invece può avere rapporti con più parassiti.

I parassiti sono tantissimi, ne esistono di tipi diversi e di localizzazioni diverse, per esempio interni od esterni, per praticità questo mese parleremo solo dei parassiti interni che possono infestare i nostri amici animali e non citeremo tutti i parassiti interni ma solo quelli più comuni.

Filariosi Cardio Polmonare del cane– Questo parassita ha una localizzazione molto caratteristica, generalmente lo ritroviamo appunto nel cuore e nei polmoni, la durata del ciclo vitale è di circa 6 mesi, la zanzara è un ospite intermedio, ovvero, pungendo un cane infestato, ingerisce le microfilarie, poi pungendo a sua volta un cane sano, lo infetta rilasciando nel circolo ematico mediante la saliva le stesse. Successivamente le larve si sviluppano e migrano verso il cuore dove diventano adulti. Solitamente le ritroviamo nel ventricolo destro e nell’arteria polmonare dell’ospite, le femmine poi si riproducono e rilasciano nel circolo ematico ulteriori microfilarie.

La sintomatologia è variabile, ma il più delle volte si manifesta con stanchezza, tosse, dimagrimento, edema polmonare ed insufficienza cardiaca. I controlli dovrebbero essere effettuati annualmente, infatti per la ricerca delle microfilarie, basta una piccola goccia di sangue eventualmente si può effettuare un test sierologico. L’importanza della prevenzione in questa forma di parassitosi è massima, il trattamento terapeutico infatti, può ad embolia polmonare dettata dalla morte dei parassiti.

Filariosi Cardio Polmonare nel gatto– Anche in questo caso è necessaria la presenza di un soggetto infestato, il più delle volte il cane, che viene punto dall’ospite intermedio, ovvero la zanzara che successivamente rilascia nel gatto tramite la saliva le microfilarie, nel sangue. Le larve una volta sviluppatesi nei tessuti, migrano verso il cuore dove poi diventeranno adulte, anche se, c’è da dire, che molte larve nel gatto non riescono a diventare grandi. Gli organi bersaglio saranno sempre cuore e polmoni. Le microfilarie nel gatto sono di difficile ricerca,ovviamente nel sangue analizzato al microscopio, intanto perchè sono più piccole e poi perchè durano per breve tempo in circolo. La prevenzione diventa quando mai assoluta, vista la difficoltà nell’emettere diagnosi.

Ancilostomi– Il loro ciclo vitale dura mediamente tra le 3 e le 4 settimane, gli animali giovani, possono infestarsi con il latte durante la gravidanza,oppure ingerendo le larve dal terreno o per penetrazione tramite la cute.Dopo l’ingestione delle larve i cuccioli cominciamo a diffondere le uova con le feci già dopo due settimane. Le larve adulte si localizzano nel piccolo intestino dove possono causare significative perdite di sangue per le lacerazioni che il parassita stesso crea.

Tricuridi-Il cane ingerisce le uova infestanti già presenti nel terreno, le larve si schiudono dalle uova infestanti e diventano individui adulti nell’intestino ceco in 74-87 giorni.I parassiti adulti poi liberano le uova tramite le feci del cane. Generalmente le infestioni da Trichuris vulpis nel cane sono asintomatiche e la diagnosi si ottiene soltanto con l’esame copromicroscopico. Tuttavia le infestioni piuttosto gravi possono provocare periodici episodi di diarrea.L’aumento del muco è associato sia a feci liquide che a feci formate; talvolta sono presenti strie di sangue. Una peritiflite, con aderenze del cieco al peritoneo parietale del fianco destro, può essere sospettata se l’animale lambisce frequentemente la parte colpita; i cani che hanno questo comportamento sono definiti dagli anglosassoni side suckers (letteralmente “succhiatori del fianco”).

Ascaridi- (Ascaris lumbricoides), detti anche vermi “tondi (roundworms)”.Alcune specie di ascaridi, tricocefali ed ancilostomi degli animali possono infestare anche l’uomo; ad esempio Toxocara canis, elminta diffusissimo nei cani in tutto il mondo, è causa di antropozoonosi a trasmissione indiretta.Nei cuccioli molto giovani (3-5 mesi) la maggior parte delle larve, dopo una migrazione epato-polmonare, vengono deglutite e raggiungono l’intestino dove si sviluppano a parassiti adulti. Nei cani di età superiore ai 4-5 mesi, le larve di Toxocara canis migrano dal polmone al cuore sinistro e tramite la circolazione raggiungono diversi tessuti dove rimangono quiescenti per poi essere riattivate, nelle femmine, durante la gravidanza.

Difatti, è molto frequente la trasmissione verticale delle larve di T. canis dalla madre ai cuccioli, sia per via transplacentare, nella seconda parte della gravidanza, sia per via transmammaria, durante l’allattamento. Dopo 23-40 giorni dalla nascita, queste larve maturano e i cuccioli infestano l’ambiente con le uova.

E’ frequente anche la trasmissione orizzontale per ingestione di ospiti paratenici (es. lombrichi, roditori, uccelli, etc.).Frequentemente si riscontrano:estensione della parete addominale (addome a botte);diarrea, vomito (spesso con ritrovamento di adulti);dimagrimento, anemia, astenia, ecc.

tosse, muco nasale, processi flogistici e granulomatosi a carico di polmone e fegato (causati dalla migrazione delle larve);Diagnosi

La sintomatologia clinica non è indicativa.

Tutto ciò detto, ricordiamo sempre come il fai da te farmacologico può solo fare male e portare al decesso del cane, dunque consigliamo vivamente un controllo delle feci almeno ogni sei mesi o comunque a discrezione del medico veterinario curante.



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