Blutec, Orlando a Di Maio: “Massima attenzione verso lo stabilimento di Termini”

Blutec, Orlando a Di Maio: “Massima attenzione verso lo stabilimento di Termini”
13 marzo 2019
Dopo la notizia dell’arresto dei vertici dell’azienda Blutec, enorme è la preoccupazione delle istituzioni sul destino dello stabilimento di Termini Imerese.
Anche Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, si è rivolto direttamente al Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Luigi Di Maio, con una lettera in cui chiede la massima attenzione verso i fatti.
“Signor Ministro – scrive il primo cittadino palermitano – nell’esprimere preoccupazione anche per l’evolversi della vicenda giudiziaria su Blutec, riteniamo a maggior ragione indispensabile massima attenzione e cura nella ricerca di una soluzione fattiva per lo stabilimento di Termini Imerese da Lei annunciato e confermato anche con la sua presenza”.
L’ultimo vertice al Mise si era svolto lo scorso 5 marzo, il 23 febbraio scorso Luigi Di Maio era invece venuto in visita a Termini Imerese, garantendo una proroga per gli ammortizzatori sociali degli ex dipendenti FIAT, operai dell’indotto Blutec.
“Lo Stato ha il dovere – prosegue Orlando – a fronte di una situazione di declino industriale così grave subita da anni dal territorio, di garantire non solo la continuità occupazionale a coloro coinvolti dall’accordo Blutec, ma di imprimere una svolta che possa garantire un futuro industriale per lo stabilimento, per il suo indotto e per la intera area nel pieno rispetto della legalità.
Occorre scongiurare il pericolo di incursioni speculative di solo carattere finanziario che possano ancora una volta illudere le speranze, oltre che le energie dell’intera città metropolitana”.
“Auspichiamo la ricerca di nuove opportunità imprenditoriali – conclude – che possano coniugare la vocazione produttiva automobilistica del territorio, con il sacrosanto diritto all’affermazione dei principi e dei valori di un ‘attività industriale che persegua obiettivi di sviluppo territoriali fecondi per il superamento del nostro divario competitivo con il nord del paese”.


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